Fare l'intervista a bordocampo nel Dome di Sapporo è durissima: il terreno è retrattile, esce dallo stadio, si prende un panino col wÜrstel, fa quello che vuole. Travolti dal bordocampo che si spostava, i più idioti tra i presenti, Giacomo Bulgarelli su tutti, che infatti gli stavano sotto, risucchiati dal campo che slittava (per la precisione, gli idioti sotto Bulgarelli erano: Gattuso, Di Biagio e Pizzul). Abbiamo raccolto le dichiarazioni a fine gara, e adesso c'è un pool di semiologi che le sta esaminando per capire che cavolo vogliano dire. Per esempio, Bulgarelli ha detto testualmente che "è stata una gara efficaze, questo quattro quattro due era differente dall'altro che zi azpettavamo" e ha continuato a mangiare la piadina col crescione. Difficile capire cosa intendesse dire con "zi": ci stiamo lavorando sopra. Ecco le altre opinioni, se tali sono, che ci hanno rilasciato gli azzurri.
Giovanni Trapattoni - "Mischie maschie e mosche cieche. Macachi stanchi, caschi e muschi. Vi piace questa, neh? Comunque bella gara, maschia, aveva le palle, abbiamo giocato con una sola ma non per questo siamo culi. Ho conculcato nei ragazzi quello che abbiamo nel cuore e anche altrove, a partire dalla partenza, vale a dire l'inno nazionale, col suo elmo, lo scipio, la chioma che, come sanno anche i bambini, anche gli orfani, non è facile da dire. Sono contento per Ciappi, Berlusconi e Sacchi, al quale rivolgo un saluto, è un caro amico, come del resto tutti. Dal lato tecnico, che sta a sinistra, non è facile vedere il lato tattico che sta a destra. Da entrambi si è vista una buona personalità, vestita bene, diligente ordinata, con parecchie individualità che, come dice la parola, si individuano facilmente. Non fatemi parlare dei singoli, io parlo solo delle coppie. Del Piero? Ale ha fatto quel che ha potuto entrando a freddo come si dice, gelato, giù di lì, muovendosi come solo lui sa fare, cioè sul versante della creatività impiegata al servizio altrui, segnatamente Vieri, e dico 'segnatamente' a ragione, visto che ha segnato, Vieri cioè, non Del Piero. Di Livio risponde sempre ai miei bisogni, ma non a voce alta, diligente ordinato, anche se nella botte piccola la moglie ubriaca fa un ottimo brodo che abbiamo iscritto nel nostro menù. Nel complesso? Quale complesso? Ai miei tempi erano i Bìtol, oggi non so, non seguo tanto. Paolo al meglio. Una parola per Bobo, che è difficile distinguere da Vieri, lo sapete tutti. Mi sono piaciuti Vieri e Totti, si cercano, si toccano, si piacciono anche loro, sono belli, bravi ragazzi senza smanie di grandezza maniacale, guarda, io sono un sincero, qui di culi non ce n'è. Sono uno sincero, io. Io scaldato in panchina? No, le panchine non servono a scaldare, ma a sedersi. La prossima la vedo dura, la sento lontana, la annuso flebile. Il Messico? È uno stato col sole, con gente bassa e tutta scura, sembrano tanti terroni, ma del resto, oh!, questi qui dell'Ecua erano negri, ben più che terroni. Comunque i ragazzi hanno sfoderato carattere e già questo è buono perché sfoderare il carattere non è facile: anzitutto, da dove lo sfoderi? Provaci tu, che sei giornalista".
Fabio Cannavaro - "Vittoria bellissima, al contrario mio, che ho le ciglione".
Angelo Di Livio - "L'ultima in nazionale che avevo giocato avevo dovuto contrastare Garrincha: qui è andata meglio. Sono stato diligente ordinato, come voleva il mister, un inglese che mi stima".
Gianluca Zambrotta - "Scusate, devo andare, se no mi portano via il polmone di acciaio".
Bobo Vieri - "Scusate, devo andare, se no mi portano via Inzaghi".
Vincenzo Montella - "Scusate, devo andare, se no mi portano via".
Francesco Totti - "Embè? Aho! Mavvaffa".
Alessandro Del Piero - " ".
Mara Venier - "Eh?"
Gigi Buffon - "Partita facile, ma non difficile".
Paolo Maldini - "Il polmone d'acciaio chi l'ha preso?"
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