Dall'ospizio della Croazia esce una squadra magicamente rinnovata, forse per merito di una serie di "pere" di Gerovital (o di ormoni della crescita). E gioca un brutto scherzo all'armata azzurra: finisce 2-1 la partita che l'Italia sembrava aver vinto ancora prima di scendere in campo. A onor del vero va detto che la nazionale del Trap è stata sfortunata e ha anche dovuto giocare contro il guardalinee danese Larsen che le ha annullato due gol perfettamente regolari. Però... però il vero colpevole di questa sconfitta sta seduto sulla nostra panchina: si chiama Giovanni Trapattoni, in arte Trap. Capace di schierare il 4-4-2 già visto con l'Ecuador: niente Inzaghi, Doni confermato a sinistra (e con lo stesso freno a mano tirato della partita con i sudamericani), Totti seconda punta virtuale, il solo cambio è quello obbligato di Cristiano Zanetti al posto dell'infortunato Di Biagio. La Croazia è invece in formazione rinnovata. Dalla Baggina del ct Jozic escono i vecchi senatori Prosinecki e Suker ed entrano i "giovani" (si fa per dire...) Rapaic e Vugrinec che affiancano in un ipotetico tridente l'eterno Boksic.
Al momento degli inni, tutta la nostra panchina canta, mentre i titolari no. Il Trap sussurra Mameli sottovoce, Bulgarelli e Pizzul ci garantiscono che fra una strofa e l'altra il nostro cattolicissimo ct ci inserisce pure qualche preghiera. Scopriremo presto che ne sarebbero servite probabilmente di più. Nel primo tempo l'Italia, a parte un'occasionissima di Doni al 14 minuto, rumina un calcetto fatto di stucchevoli titic e titoc. Quando la Croazia capisce che l'armata dei belli (così è stata definita dalle fans giapponesi) in maglia azzurra è tutt'altro che irresistibile, comincia a darsi da fare in avanti. E costruisce una serie di azioni a raffica, chiamando Buffon a una paratona. Una coincidenza: i croati si fanno pericolosi dopo che Nesta ha dovuto lasciare il campo per infortunio, sostituito da un Materazzi che fa capire meglio come mai l'Inter abbia perso lo scudetto... Si va così all'intervallo sullo zero a zero. E dobbiamo pure essere contenti.
Nella pausa, comincia a scaldarsi Inzaghi. Trapattoni cambierà qualcosa nel secondo tempo? No. Però è l'Italia a cambiare. Purtroppo, però, comincia la sagra degli errori firmati Larsen (il guardalinee di destra, aiutante dell'arbitro inglese Graham Poll, che arbitra all'inglese): al 6' annulla una regolarissima rete a Vieri per fuorigioco. Ma l'Italia non s'abbatte e quattro minuti dopo segna un gran gol: Totti d'esterno dalla sinistra, la palla attraversa l'area croata, la raccoglie sull'altra fascia Doni che pennella un cross al centro dove Vieri sale fino in paradiso e ci rimane il tempo necessario per incornare di testa. Gollazzo!
L'allenatore croato Jozic risponde subito con un cambio, fuori Vugrinec e dentro Olic. Mossa vincente, perché al 28' è proprio Olic a raccogliere un lunghissimo cross di di Jarni (altra vecchia conoscenza del nostro campionato) e a mettere dentro di destro. L'Italia sbanda, Trap non riesce bene a leggere la partita, continua a far riscaldare inutili giocatori come Di Livio e Coco e la Croazia ne approfitta: al 32' raddoppia con Rapaic, gol che arriva dopo altre tre occasioni identiche. Finalmente il ct azzurro si sveglia dal suo sonno letargico e mette dentro Inzaghi. E' subito un'altra Italia: occasioni a raffica, una sfiga bestiale e un altro clamoroso errore del guardalinee Larsen (rete italiana annullata non si sa perché al 47', in pieno tempo di recupero). Ma la partita finisce, la Croazia vince 2 a 1. Ora ci aspetta un match "vivo o morto" con il Messico giovedì prossimo, 13 giugno, ore 13.30 italiane. Speriamo che Dio ce la mandi buona, direbbe il Trap.
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