Non c'è blasone, pronostico e gerarchia che tenga: dopo la Francia, viene eliminata dai Mondiali un altro pezzo da novanta, l'Argentina, fino a oggi prima nel ranking della FIFA e nelle quote dei bookmaker.
Batistuta e compagni dovevano battere la Svezia per passare il turno, ma non sono andati oltre il pareggio, raggiunto solo su rigore a due minuti dal 90'. Il finale è stato incandescente (anche il portiere Cavallero si è spinto nella'area avversaria) ma la diga svedese ha retto. Le lacrime e la disperazione della squadra si riverbereranno quasi certamente sul paese sudamericano, già piegato da una durissiama crisi economica e finanziaria.
Il capro espiatorio per questo incredibile fallimento è già pronto: il tecnico Marcelo Bielsa, ondivago, nervoso, incerto su tutto ma fermo su un punto: non far giocare insieme Batistuta e Crespo.
Rispetto alla partita con l'Inghilterra all'inizio non ci sono Veron e Simeone; al loro posto giocano Almeyda e Aimar. La Svezia, che gioca por il pareggio, si schiera subito in difesa lasciando in avanti solo Allback e Larsson.
La manovra argentina si sviluppa sulle fasce dove Zanetti e Claudio Lopez arrivano facilmente al cross. Peccato che sulle palle alte i giganti svedesi sovrastino sempre gli avversari. I vichinghi in sostanza si arroccano nella propria area, applicano il vituperato catenaccio, ma né ai giocatori argentini, né tantomeno a Bielsa viene in mente di variare lo schema. Nessuno si ricorda che esiste il dai e vai, lo sfondamento centrale, la palla bassa. E così gli svedesi continuano a respingere i palloni che spiovono in area correndo rischi molto limitati e tendando di tanto in tanto qualche contropiede di alleggerimento.
Il copione non cambia nel secondo tempo con l'Argentina che continua a scornarsi contro il muro dei nordici. Ma al 13' la punizione di A. Svensson (da trenta metri, a scavalcare la barriera) si infila in rete e per i favoriti del Mondiale si apre il baratro.
Bielsa cerca di rispondere con la staffetta Batistuta-Crespo e poco dopo buttando in campo Veron e Kily Gonzales. Ma rimangiarsi le scelte non serve al tecnico dei guachos: la sua squadra non passa. L'occasione migliore capita a Zanetti con un tiro che il portiere svedese Hedman ferma per miracolo. L'assedio continua, ma il fortino svedese regge anche se le barricate ormai sono all'interno dell'area. Con una paio di contropiedi la Svezia sfiora il raddoppio: Pochettino sfiora l'autogol e poi Andersson colpisce la traversa.
Al 42 un'Ortega fino a quel momento indisponente cerca e trova il rigore: se lo fa parare ma Crespo ribadisce in rete. Gli ultimi tre minuti più i quattro di recupero si seguono in apnea. Ma il risultato non cambia.
L'Argentina esce meritatamente. Il peggior Ortega, un Batistuta in linea con quello che ha fatto vedere nel campionato italiano, il solito enigmatico Veron, molti guerrieri stanchi e fuori forma (Simeone, Almeyda, Zanetti) non fanno una grande squadra. Se a tutto questo aggiungete un tecnico incapace o forse in balia dei clan interni ci sta anche una eliminazione al primo turno. La Svezia è robusta, quadrata, poco spettacolare, ma tosta fisicamente; insomma un osso duro.
Francia e Argentina, le finaliste secondo i pronostici, se ne tornano a casa. Domani tocca a noi. Speriamo che non valga la regola del "non c'è due senza tre".
COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.