Ci hanno contestato, ci hanno maltrattato, ci hanno insultato, ci hanno spedito mail denigratorie, ci hanno pestato, ci hanno umiliato, ci hanno dato da mangiare peperoni. Noi, zitti, abbiamo incassato l'incassabile, subìto il subibile, diretto il dirigibile. Alla fine, però, è stato dimostrato che avevamo ragione noi. Il titolo di Clarence, Che culo!, pubblicato un minuto dopo l'inizio della melina messicana e un minuto prima della fine della partita, ha creato scompensi cardiaci e cerebrali. Ce ne hanno dette e fatte di ogni. Addirittura, un clarenciano ha scritto che le nostre chiome non sono pòrte e non siam pronti alla morte. Un altro è arrivato a domandarci cosa cavolo sia l'elmo di Scipio. Noi, testardi e amanti dell'obiettività, siamo andati avanti indomiti. In serata, la conferma che avevamo ragione. Una talpa della Gazzetta (il direttore) ci ha fornito di una copia in esclusiva della prima pagina della Rosa di domani. Come chiunque può constatare, avevamo davvero ragione...
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