Clamorosa defezione all'ultimo minuto. Non quella di Nesta, bensì quella di Pietro Calabrese, neodirettore della Gazzetta, il quale è rimasto a casa, adducendo motivazioni ambigue: "Non capisco un cazzo di calcio, in più non ho voglia di lavorare". Quando gli chiediamo cosa pensi dello scandalo sportivo, la reazione è scomposta: "Mi hanno beccato?". Così hanno richiamato Candido Cannavò, per stendere il numero della Rosea più doloroso della sua vita e anche la grammatica, visto che c'era. Candido ha voluto vergare di suo pugno il corsivo: "Mannaccia a arbitr, ch'ha voluto futterci in dirittura dello shplendido prestigiuoso traquart, con tanto di giuoco corale dell'Italia trapattoniana a cui ci avevano abituato i racazzi, forza". Discreta, non enfatica, retoricamente avvertita, anche la pagina di apertura della Gazzetta di domani, che Candido non ha mancato di spedirci, da grandi amici quali siamo, con l'avvertimento che "s'la pupplichi ta tagghi'a cola".
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