Che fosse un ominicchio lo si sapeva già. Ma che riuscisse ad esserlo anche oggi, di fronte al clamoroso furto perpretato dall'arbitro (arbitro?) Byron Moreno, non era davvero pensabile. Franco Carraro, attuale presidente della Federcalcio (Figc) ed ex navigatore di lungo corso della palude politica italiana, è riuscito infatti a non dire nulla alla fine della partita con la Corea. Al microfono dell'inviato Carlo Paris della Rai ha avuto soltanto il coraggio (coraggio?) di dire "il calcio stasera ha perso qualche cosa, me ne scuso con i tifosi italiani". Incredulo, velinaro Paris gli ha chiesto di essere più esplicito. E Carraro ha risposto, testuale: "Ora non è il momento di dire di più, lo farò quando tornerò in Italia". Peggio di don Abbondio, peggio di Ponzio Pilato e senza la tragicità di questi suoi esimii predecessori. Bontà sua, il prode presidente della Figc ha poi voluto scagionare Trapattoni e la squadra da ogni eventuale responsabilità sull'eliminazione: "Hanno svolto fino in fondo il loro dovere".
Il coraggio che l'ominicchio Carraro non si può dare, lo trova invece Raffaele Ranucci, capo della delegazione azzurra a questi mondiali. Senza giri di parole: "Un arbitraggio scandaloso, sembrava un film di Totò, Totò truffa. Non ho mai visto un arbitro arbitrare così. Evidentemente la Corea è molto molto potente. Noi no, come dimostra questa partita, ma anche gli arbitraggi contrari alle nostre squadre nelle ultime stagioni delle coppe europee".
E il Trap? Si presenta con un'adeguata e decorosa faccia di circostanza ai microfoni Rai. Siccome la classe non è acqua, il ct non si tira indietro sulla questione del furto subìto dagli azzurri: "In quale direzione tirasse il vento l'avevamo capito subito. Situazioni negative (nel linguaggio del Trap le decisioni dei guardalinee e degli arbitri, ndr.) per noi da subito. E' vero che oggi abbiamo pure sbagliato noi, potevamo chiudere la partita. Però... Non ci amano alla Fifa? Non lo so, so solo che ho qualche amico lì e anche loro oggi hanno allargato le braccia. Credo che tutti abbiano visto cosa è successo!". Cannavaro, che gli sta al fianco, traduce dal trapattonese, parlando a nome di tutta la squadra: "Ci hanno tolto la qualificazione".
In Italia, intanto, è subito scoppiata la polemica. In verità, più contro Carraro che contro la truffa organizzata ai danni degli azzurri (in senso calcistico, s'intende). I politici, bipartisanamente concordi, sparano infatti a palle incatenate nei confronti del presidente della Figc. All'unisono, da destra e da sinistra chiedono le sue dimissioni. Don Abbondio Carraro di sicuro nicchierà, schiacciato com'è tra i vasi di ferro del Palazzo e della Fifa. E un deputato forzitaliota si aggiudica invece il premio per la miglior battuta del giorno: "Ora diamo a Berlusconi anche l'interim al posto di Carraro".
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