Chi è più forte? Il coreano Chung Mong-Joon, padrone della Hyundai e vice-presidente della Fifa, il turco Senes Erzink, presidente della commissione arbitrale, la Nike, sponsor maximo del Brasile o l'Adidas che veste e foraggia la Germania? Queste sono le domande, questo il clima che si respira alla vigilia delle semifinali degli sputtanatissimi Mondiali 2002. Gli "errori arbitrali" sono stati grossolani, ripetuti e quel che è peggio, a senso unico. Le prove del complotto non ci sono, ma la vox populi ha già formulato il suo giudizio: sono stati dei Mondiali truccati, inquinati, in ogni caso falsati. La Fifa, dopo aver favorito o avvallato le schifezze che tutti hanno visto, adesso cerca di salvare la faccia: niente più arbitri ecuadoriani, guardalinee di Trinidad Tobago, ma delle terne collaudate e quindi europee. Uno svizzero dirigerà Corea-Germania e un danese Brasile-Turchia. Per la finale sta scaldando i motori Pierluigi Collina.
Il recupero di credibilità del gioco più bello del mondo è legato ad un solo risultato: la finale Germania-Brasile. La combinazione opposta, Corea-Turchia, sarebbe semplicemente grottesca, un suicidio per gli stessi pescecani della Fifa. Basandoci su un mero calcolo di convenienza o di sopravvivenza del palazzo, possiamo attenderci due semifinali non taroccate. In queste condizioni la Germania dovrebbe fare giustizia della ormai insopportabile Corea. È vero che i panzer finora non hanno incontrato ostacoli insormontabili: un girone di qualificazione soft (Camerun, Arabia Saudita ed Eire) e poi Paraguay e Stati Uniti, ma immaginare i "diavoli rossi" di Hiddink in finale ci sembra ancora più inconcepibile di un Berlusconi Presidente del Consiglio. Vuoi che Klose o un'altro dei lungagnoni di Voeller non la buttino dentro? Segnato il gol è fatta: la Germania ha subito una sola rete in tutto il torneo ed è specialista dell'1-0.
L'altra semifinale è più aperta. Brasile e Turchia si erano già affrontate nel girone di qualificazione e solo un rigore regalato dall'arbitro coreano aveva permesso alla Selecao di vincere. I turchi sono dei duri e poi non hanno nulla da perdere; se Hakan Sukur resta fuori diventano anche più pericolosi in attacco. Nel Brasile già depotenziato dalla squalifica di Ronaldinho si segue con apprensione la guarigione della coscia di Ronaldo, il campione fragile che in questo Mondiale si stava ritrovando. Alla fine Ronaldo giocherà, ma le sue reali condizioni sono un mistero: è già capitato che lo mandassero in campo mezzo zoppo, barcollante, perfino dopo una crisi epilettica (nella finale di Parigi di 4 anni fa). Una finale col Brasile è sempre un affare, mediaticamente parlando, e tutto sembra condurre lì. Però le eliminazioni clamorose sono state la cifra di questo torneo e non è che la squadra di Scolari abbia incantato più di tanto. In percentuale diciamo 60% Brasile, 40% Turchia.
Una considerazione finale: a parte un paio di senegalesi (Fadiga, Diouf) avate notate qualche stella emergente, qualche nuovo potenziale fuoriclasse brillare nelle "mattinate magiche" dei Mondiali 2002. Noi no, ma forse eravamo distratti.
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