Finalmente un bella partita, di quelle che riempiono gli occhi di chi ama questo sport, intensa, emozionante fino alla fine. Ha vinto la squadra migliore, il Brasile, ma la Turchia è stato un avversario più che degno. Il gol della vittoria l'ha segnato Ronaldo, con una percussione delle sue, di quelle che gli sono valse il soprannome di Fenomeno: al 3' della ripresa palla al piede è entrato in area dalla sinistra e quando sembrava ormai chiuso ha tirato fuori dal cilindro una battuta di destro in controtempo e di punta. Anche il bravissimo portiere turco Rustu ha dovuto arrendersi a questo gioiello di classe e astuzia. Una rete meritata: per tutto il primo tempo la Selecao aveva messo sotto i turchi con manovre fantasiose e avvolgenti: Rivaldo nel ruolo di suggeritore, Roberto Carlos e Cafu sulle fasce e davanti Edilson e Ronaldo hanno ricreato la magia della squadra più bella e vincente del pianeta. Sulla mediana Gilberto Silva e Kleberson correvano, tamponavano e rilanciavano l'azione, i tre centrali della difesa non si concedevano distrazioni. In molte circostanze la gioiosa macchina da guerra verdeoro ha sfiorato il gol, ma il portiere turco sembrava la dea Khali. Passato in vantaggio con Ronaldo il Brasile ha cercato di gestire la partita, affidandosi ai suoi fuoriclasse per dei veloci rovesciamenti di fronte. Con un misto di presunzione, egoismo, leggerezza e incoscienza le punte brasiliano hanno buttato via occasioni su occasioni. Ma il mancato raddoppio non ha snaturato più di tanto il gioco e la mentalità di questa squadra straordinaria: disimpegni sempre eleganti, palla giocata e non buttata via, nessun affanno e paura. Quando Ronaldo non ce l'ha fatta più Scolari l'ha sostituito con Luizao, un'altra punta, mica con Gattuso. Negli ultimi minuti è entrato perfino Denilson, il giocatore-foca per eccellenza: si faceva dare palla e se la la nascondeva tra i piedi in un fazzoletto di campo, contro una muta di turchi arrabbiati.
I giocatori della mezzaluna hanno perso con onore: hanno mostrato grande temperamento, buona organizzazione di gioco e un paio di individualità di spicco come Hasan Sas e il portiere Rustu. Assolutamente incolore la prestazione di Hakan Sukur, molto più vivace Mansiz, entrato solo al 15' del secondo tempo.
Domenica la finale sarà Brasile-Germania, una sfida che a questo livello non ha precedenti: due pesi massini del calcio, sette titoli mondiali in due. A giudicare da quello che si è visto in campo il Brasile sembra favorito, ma vale la pena ricordare un battuta di Gary Lineker, bomber inglese dei Mondiali 1986: "Il calcio è uno sport che si gioca in undici e alla fine vincono i tedeschi".
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