Bollettino nippo-coreano per chi non ha nient'altro da tifare
Brasile-Germania: la partita che il mondo attendeva da 72 anni. In
considerazione del fatto che sarà la prima volta che le due leggende del
calcio si affrontano, la Fifa avrebbe voluto prolungare la durata della
finalissima a 360 minuti e abolire la presenza dell'arbitro: «Dopo tutto
questo tempo avranno tante cose da dirsi, e sicuramente vorranno rimanere
soli». Ma pare che la partita si svolgerà secondo la tradizione, e
l'arbitro sarà quasi certamente Pierluigi Collina, anche se si sta
valutando l'autocandidatura di Bruno Vespa: «Quell'incarico spetta a me: in
fondo ho arbitrato anche il mitico primo incontro fra il Papa e Castro»
Ma com'è possibile che in 18 edizioni del Campionato del Mondo Brasile e
Germania non si siano mai incontrati? Ogni squadra ha la sua versione:
«Sono cose che succedono, ai Mondiali c'è un sacco di gente, e noi
frequentiamo ambienti diversi», minimizzano i tedeschi. I brasiliani
trasecolano: «La Germania potenza calcistica? Ha già vinto tre Mondiali?
Santocielo, ogni giorno c'è una novità. Se avessimo saputo che i tedeschi
avevano una Nazionale di calcio saremmo stati felicissimi di incontrarla
già molto tempo fa. Certo, avevamo sentito parlare di Beckenbauer e
Rummenigge, ma credevamo si trattasse di campioni di sci».
Traballa la panchina del cittì tedesco Rudi Voeller. Portando in finale la
sua Germania, l'ex romanista ha contravvenuto agli ordini ricevuti dalla
Federcalcio tedesca: sperimentare una squadra inedita e raffazzonata in un
po' di partite e uscire dignitosamente ai quarti di finale, per preparare
la Grande Vittoria al Mondiale tedesco del 2006. «Voeller ha vinto, ma ha
disobbedito ai superiori, un comportamento indegno di un vero tedesco - ha
sentenziato il severissimo Sturmfeldpraesident della Bundesliga, il
prussiano Bismarck von Strafen -. Al suo ritorno verrà deferito alla Corte
marziale».
Intanto i tifosi italiani hanno adottato la Germania: opaca, poco
spettacolare, incapace di imporre il suo gioco, somiglia tanto alla nostra
Nazionale, se non per il fatto che Rudi Voeller in italiano si esprime
decisamente meglio di Trapattoni. Altro punto a favore dei Panzer,
l'oculata scelta dell'estremo difensore: per far la guardia a una porta, un
Kahn di grossa taglia risulta più efficace di un Buffon.
Nel remake di Brasile-Turchia, Rivaldo non ha ripetuto la performance
drammatica che aveva reso indimenticabile l'originale. «Stavolta ho
adottato una recitazione più introversa, realistica - confida la star dei
Carioca -. Niente cascatoni da commedia dell'arte, ma sguardi sofferti,
piccoli gesti quasi impercettibili, un po' alla Dustin Hoffman». La sua
interpretazione ha fatto rumore anche a New York: Rivaldo è stato
contattato dalla squadra dei Broadway Actors come protagonista della
versione calcistica di «Morte di un commesso viaggiatore».
La conclusione di un Mondiale comporta anche qualche noiosa formalità, tipo
giocare la finale per il terzo e quarto posto. Turchia e Corea hanno
chiesto invano alla Fifa di potersela sbrigare con un rapido «alle bombe
del cannon bim bum bom» nella hall dell'albergo invece che sudare per altri
novanta minuti a Daegu. Ma è troppo tardi: ormai lo stadio è già stato
prenotato, e la disdetta doveva essere presentata con almeno una settimana
d'anticipo.