Bollettino nippo-coreano per chi non ha nient'altro da tifare
E' ormai dimostrato: tesi e spaventati, gli azzurri rendono al meglio.
Verificata la bontà del suo metodo (dipingere squadre pippa come l'Ecuador
come terrificanti macchine da guerra), il Trap è già al lavoro per
istillare nei nostri ragazzi la psicosi-Croazia. Un po' difficile, vista la
miseranda figura degli slavi contro il Messico, ma il cittì non si è perso
d'animo: oggi ha mostrato a Totti e compagni alcuni vecchi filmati di
cineteca sulle imprese degli ustascia, spacciandole per l'ultimo
allenamento degli uomini di Jozic. «C'è scritto: italiani, berremo il
vostro sangue e impaleremo le vostre donne», ha aggiunto Trapattoni,
sventolando alcuni quotidiani croati che, in realtà, titolavano «E' già
molto se pareggiamo».
Su Bobo Vieri incombe la maledizione Cepu. Incurante della poca fortuna
portata a Del Piero dal ruolo di testimonial per le lauree a distanza, il
goleador di Sapporo ha ceduto la sua immagine per un manifesto
pubblicitario dell'istituto. «Avremmo preferito Varenne, ma era già
impegnato», spiega l'ufficio stampa Cepu. Il filmato del Trapattoni-show
dalla panchina è conteso dal Tantum Verde, da una ditta produttrice di
tappi per le orecchie e dai Pannoloni Linidor, che intende utilizzarlo con
lo slogan: «Credereste mai che abbia problemi di incontinenza urinaria?».
Un Totti insolitamente modesto commenta la vittoria sull'Ecuador: «Non è
stato solo merito mio. Totti è stato fondamentale, come Totti e anche
Totti, e pure Totti ha fatto un gran lavoro». Trapattoni sta aspettando il
momento giusto per rivelargli che i due gol contro l'Ecuador non li ha
segnati lui. «Bisogna andarci piano, lo shock potrebbe sgonfiargli il
morale - confida l'allenatore -. Casomai glielo scriverò verso settembre».
L'infatuazione nipponica per la Nazionale sfiora l'incredibile.
All'anagrafe di Sendai si contano già decine di maschietti col nome di
Totti e Cannavaro e altrettante bambine chiamate Zambrotta e Nesta. Perfino
Di Biagio riceve ogni giorno decine di ardenti lettere d'amore, tutte
provenienti dal padiglione scimmie dello zoo di Sapporo.
La vera sorpresa dei Mondiali? Il Brasile cinico e stronzo. Contro la
Turchia la squadra di Ronaldo e Ronaldinho (Cacasenho, a sorpresa, non è
stato convocato) ha mostrato che i carioca fantasiosi e ingenui sono solo
un ricordo. Indegna la sceneggiata di Rivaldo che, colpito dal pallone alla
coscia, ha finto di averlo ricevuto in pieno viso, un trucco non
giustificabile nemmeno col fatto che il brasiliano dimostra di avere una
gran faccia a culo. Ma i brasiliani reagiscono sdegnati all'accusa di aver
scippato il rigore: «Scippato un corno. L'arbitro è stato regolarmente
pagato».
Anche il Santo Padre ha assistito ieri a Corea-Polonia, anche se, per
riguardo alla sua fragile salute, i suoi collaboratori gli hanno assicurato
che i polacchi erano quelli in maglia rossa che stavano vincendo. «Strano -
ha osservato il papa durante il secondo tempo -, a giudicare da labiale,
quel coreano biondo ha apena tirato bestemione a Madona di Cracovia».
Avvertenza per i telespettatori che ieri hanno assistito a Giappone-Belgio.
L'uomo che a bordo campo urlava «Limoni fottuti» e «Sporchi musi gialli»
all'indirizzo di Nakata e Inamoto non era un hooligan belga, ma Philippe
Troussier, l'allenatore del Giappone, noto per il disprezzo verso il paese
che lo ospita: in quattro anni non ha imparato a dire neppure «sayonara» e
ha obbligato i giocatori a tingersi i capelli di biondo per dargli
l'impressione di allenare una squadra alsaziana. Un atteggiamento grazie al
quale ha già il Mondiale in tasca - non quello di calcio, ma quello di
«sputo nel piatto in cui si mangia».