Bollettino nippo-coreano per chi non ha nient'altro da tifare
Sendai, finisce a piatti rotti la serata romantica del Pupone. Costretta ad
assistere a Corea-Polonia insieme a sessanta parenti di Totti, quando si
aspettava un po' di intimità col fidanzato, Ilary Blasi si è imbarcata sul
primo volo per l'Italia. A inasprire ulteriormente la soubrette, le
rivelazioni di Totti sul suo desiderio di paternità. Incalzato dai
giornalisti su un eventuale figlio con Ilary, il fantasista aveva risposto:
«E' presto per dirlo. Con lei mi trovo bene, ma secondo il Trap funziona
meglio la coppia con Vieri, magari con l'inserimento di Inzaghi. Credo che
il mister voglia tenere Ilary in panchina per ripescarla, eventualmente,
col secondogenito».
Sempre più imbarazzante la posizione di Alex Del Piero: fra le star della
Nazionale di Trapattoni sperava almeno nel ruolo di terzo incomodo, ma
quella di ventitreesimo incomodo è veramente insostenibile. Anche i suoi
inossidabili fan giapponesi cominciano a tradirlo: la sua maglia va ancora
a ruba, ma solo fra i masochisti, e le ragazzine lo fermano per chiedergli
com'è Cannavaro sotto la doccia. Ma qual è il vero problema dell'attaccante
juventino? Fisicamente è a posto, il morale è alto, ma a venti giorni
dall'arrivo in Giappone Pinturicchio non è ancora riuscito ad assorbire il
jet-lag. Risultato: quando è in campo casca dal sonno, mentre di notte
scalcia come un dannato.
A rischio l'equilibrio psichico del nipote quattrenne di Trapattoni. Le sue
maestre d'asilo, con imperdonabile indelicatezza, gli hanno rivelato che
l'arzillo vecchietto che strillava e saltava come un giovanotto è lo stesso
nonno scansafatiche che quando sta con lui fatica anche ad alzarsi dalla
panchina dei giardinetti. Il piccolo si è chiuso in un ostinato mutismo,
rotto solo da frasi sibilline tipo «Non dire gattino se non l'hai nel
sacchino», e rifiuta di incontrare i nipotini dei giornalisti.
Stupefacenti Usa, che segnano tre gol al blasonato Portogallo. Dopo la
guerra '14-'18, è la prima vittoria americana conquistata esclusivamente
grazie alle truppe di terra. «Per questo ci abbiamo messo un'ora e mezzo -
osserva una nota critica del Pentagono -. Con un paio di B-52 avremmo
risolto l'incontro in cinque minuti». Ma anche questa operazione è stata
funestata dall'ennesimo episodio di «fuoco amico»: un clamoroso autogol
americano che ha accorciato le distanze.
Le deludenti prestazioni delle due squadre islamiche ai Mondiali, Arabia
Saudita e Tunisia, hanno reso necessario l'intervento degli Imam: secondo
la Shariah, la porta di una squadra musulmana che si lascia penetrare
ripetutamente da un giocatore infedele va punita con la lapidazione. Sorte
segnata per la porta dell'Arabia Saudita, violata otto volte dai tedeschi,
mentre quella tunisina, che ha subito solo due gol dalla Russia, di cui uno
su rigore, se la caverà con duecento frustate.
L'ufficio stampa di Serena Williams ha seccamente smentito le voci secondo
cui la celebre tennista nera tiferebbe Camerun. «E' vero, al Roland Garros
sfoggiava un abitino verde, con calze gialle e scarpe rosse - spiega una
nota - ma la bandiera camerunense non c'entra: è solo perché Serena si
veste da schifo». Per gli stessi motivi di ordine cromatico, sono
sospettati di tifare per i Leoni d'Africa anche i semafori.