Bollettino nippo-coreano per chi non ha nient'altro da tifare
Sempre più incerto il destino della Francia di Lemerre, a rischio
eliminazione dopo il pareggio con l'Uruguay. In caso di bocciatura, Le Pen
si è offerto di bastonare personalmente i Bleus di origine magrebina e
africana, ma Chirac e Jospin si sono opposti: «Prima andiamo tutti e tre a
spaccare le ossa al cittì Lemerre». Diventano un rebus le qualificazioni
nel girone A dopo i due pareggi di ieri. Solo le prossime partite ci
diranno se le promosse saranno Seneguay e Francimarca, o Danigal e
Uruguancia.
Yuri Chechi in Nazionale? Colpito dalle acrobazie dell'ex ginnasta Miroslav
Klose, che hanno tonificato la Germania di Voeller, Trapattoni sarebbe
seriamente intenzionato a convocare al più presto l'olimpionico toscano,
malgrado due inconvenienti: la sua altezza supera di poco il diametro del
pallone, e riesce a calciare solo se alla porta sono appesi due anelli. Ma
il cittì conta su Chechi qualora nel corso del Mondiale si profili uno
scontro con il Brasile: «Per vincere dovremo davvero fare i salti mortali».
Brutta sorpresa per Rivaldo. Il protagonista della vergognosa simulazione
contro la Turchia sperava di essersela cavata con la multa di 8000 euro
inflittagli dalla Fifa, ma ha subito una sanzione ben più pesante dalla
Federazione Internazionale Istrioni: «Una sceneggiata che disonora la
nostra professione» ha commentato il presidente della Fii, Hamlet Legigion,
che ha inflitto a Rivaldo una sanzione di 20mila euro, più l'interdizione
da tutti i palcoscenici del pianeta.
Allarme ordine pubblico a Sendai. Le continue zuffe tra fan di Totti
(parecchie centinaia) e parenti di Totti (parecchie migliaia) creano
quotidianamente il caos nelle strade cittadine. Il trasferimento in massa
del nutrito clan del fantasista nella già sovraffollata località nipponica
sta creando problemi di inquinamento acustico e di approvigionamento
idrico: ogni giorno sono necessari ettolitri d'acqua per le abluzioni di
tutto il clan Totti e soprattutto per cuocere le immani pastasciutte che
mamma Fiorella e i suoi consumano sei volte al giorno.
Finalmente risolto il giallo che appassiona gli italiani: come mai gli
azzurri non cantano l'inno di Mameli? All'ennesima sollecitazione dei
giornalisti, uno spazientito Vieri è sbottato: «Oh insomma, o 'sto Mameli
paga, come fanno tutti gli altri sponsor, o non se ne parla». Avviso per le
aziende che non avessero ancora messo il loro marchio sulla Nazionale: la
pipì azzurra è già sponsorizzata dall'acqua Uliveto, ma la cacca è ancora
disponibile.
Agli orientali l'allenatore piace bianco e stronzo: lo dimostrano i
successi di Troussier e Hiddink. Per il Giappone, il tecnico straniero è
una necessità. «Abbiamo avuto fior di commissari tecnici nipponici - spiega
un professore dell'Università di Tokyo - Il guaio era che, tutte le volte
che la nazionale perdeva, obbligavano i giocatori a fare karakiri, e
bisognava mettere insieme un'altra squadra. E poi Troussier non è il primo
caso di cittì europeo da queste parti: già nel Medioevo l'imperatore del
Giappone ingaggiò un allenatore appositamente chiamato dall'Italia, un
certo Marco Polo». Quanto ai coreani, trovano simpaticissimo l'ispido
Hiddink: «E' il primo olandese che si accontenta di schiavizzare solo
undici asiatici. Una volta schiavizzavano interi paesi».
Agli statunitensi vittoriosi sul Portogallo è giunto un telegramma di
congratulazioni dalla Casa Bianca: «Bravi, bravissimi, l'America è
orgogliosa di voi. A proposito: a che cosa giocavate, esattamente?»