Bollettino nippo-coreano per chi non ha nient'altro da tifare
Chiusa a doppia mandata la biblioteca di Casa Azzurri. Ordine tassativo del Trap, convinto che ad ammosciare fisico e morale dei nostri uomini sia
l'importuna presenza nel ritiro di ben 153 libri. «Avevo avvertito i
ragazzi di stare lontano da quella roba - ringhia il cittì furibondo -. Per
un calciatore sono il bacio della morte. Ma si sa come sono 'sti ragazzi,
non vedono un libro da almeno quindici anni, e trovarne tanti tutti insieme
è stato uno choc». Risultato: da venti giorni gli azzurri si abbandonano
impunemente ai piaceri della lettura, anche se la maggior parte di loro i
libri deve farseli leggere ad alta voce da Del Piero. Inevitabile qualche
incidente dettato dall'inesperienza: Cannavaro ha distrutto un
videoregistratore tentando di inserirvi un volume di Le Carré, Totti ha
squajato l'unica copia del Partigiano Johnny per fare gameover alle Brigate
Nere. Un'overdose di cultura che potrebbe aver infiacchito la squadra, con
qualche eccezione: dopo la lettura di James Ellroy, Gattuso è diventato
molto più pericoloso.
Trap ancora incerto sul modulo da impiegare contro il Messico. Meglio
impostare l'attacco sulle due punte (modulo Carla Fracci) o privilegiare il
4-4 (modulo Nora Orlandi)? Lanciare l'1-9 (modulo Chorus Line) o magari
provare l'1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1, o modulo-conga, che lascia scoperte le
fasce ma dà un gran ritmo al gioco? Lasciare Totti in attacco o aggiungere
Padre Pio in porta?
Nessuna congiura contro gli azzurri, garantisce Franco Carraro. «I vertici
Fifa ci tengono in altissima considerazione - ha riferito il presidente
della Figc, al termine della sua visita -. Sono stato ricevuto dal
vice-maggiordomo dell'autista del segretario di Blatter in persona, e mi ha
garantito che se vogliono cacciare l'Italia dai Mondiali, è solo per
risparmiare ai nostri giocatori i fastidi derivanti dall'arrivo del
monsone, che potrebbe mettere a rischio la loro salute.
Una Francia in lutto per l'incredibile eliminazione dei Bleus (0 a 2 contro
la Danimarca, espulso Cambronne per intemperanze verbali) rivive le
umiliazioni di Waterloo, Sedan e Dien Bien Phu. Sul canale telematico
Orange per pochi euro si può sentire Zidane piangere a dirotto. Prevedibile
terremoto nel calciomercato: il Real Madrid ha ceduto Zidane per un chilo
di peperoni e un calzino usato da Tomasson, mentre a Piazza Affari
Trezeguet è stato sospeso per eccesso di ribasso.
Germania-Camerun, una faticaccia per l'arbitro. Gestacci e fallacci
dall'una e dall'altra parte hanno esaurito ben presto la scorta di
cartellini gialli in dotazione al signor Lopes Nieto, che ha dovuto
supplire con cartine di caramelle al limone, kleenex usati e foglietti di
bloc notes colorati uno per uno col pennarello.
«Non avremmo dovuto insegnare il calcio ai negri, quelli sono geneticamente
violenti»: sommerso di critiche per la sua improvvida dichiarazione, il
cittì danese Morten Olsen fa marcia indietro: «E' vero, ho detto una
stupidaggine. Gli africani giocano benissimo, hanno un gran talento e sono
indispensabili a molte squadre bianche. Il vero errore è stato abolire la
schiavitù».