Bollettino nippo-coreano per chi non ha nient'altro da tifare
Il gol di Del Piero: un caso di fecondazione eterologa? La prodezza di Alex
rinfocola le polemiche fra i parlamentari impegnati nella discussione della
legge sull'inseminazione assistita. I cattolici dell'Udeur sono insorti
denunciando che il gol è stato ottenuto da un donatore sostanzialmente
estraneo alla formazione-tipo; i laici hanno ribattuto che se una nazionale
non riesce a fecondare la rete, o se l'inseminazione fallisce ripetutamente
per colpa del guardalinee, è giusto che il cittì introduca un nuovo
partner. Consultati in proposito, gli scienziati hanno proposto una terza
ipotesi: considerato che Del Piero in azzurro soffre notoriamente di
impotentia goleandi, è probabile che la rete dell'1-1 sia stata concepita
in vitro durante il campionato italiano e congelata in vista di
un'eventuale utilizzo ai Mondiali. Ma il felice padre della salvezza
azzurra non si sbottona, e si limita a commentare: «Nessuno può negare a
una squadra sterile la legittima gioia del gol».
Cannavaro salterà l'ottavo di finale: colpa del cartellino giallo
affibbiatogli dall'arbitro Simon. «Non volevo punirlo - confessa il
direttore di gara -, è che non avevo altro modo per dare a quello schianto
di figliolo il mio numero di telefono. A proposito, visto che martedì
Cannavaro avrà un paio d'ore libere, potremmo approfondire insieme
l'argomento "falli da dietro" nella mia camera d'albergo».
Sacerdoti al lavoro in vista delle prossime partite degli azzurri: per
sopperire al fabbisogno di acquasanta richiesto dal Trap la Chiesa ha
precettato centinaia di preti incaricati di benedire decine di enormi fusti
da spedire in Corea. Più che il monsone, potrebbe essere il misticismo del
cittì a rendere impraticabile il campo: visto che con una bottiglia è
riuscito a risicare al massimo un pareggio, Trapattoni ha intenzione di
noleggiare un Canadair per scaricare sullo stadio una tempesta di acqua
benedetta durante la partita. Il Vaticano approva, specie qualora l'Italia
debba incontrare la Corea: «Magari non ci scapperà la vittoria, ma a
qualche centinaio di buddisti il battesimo non glielo toglie nessuno».
Sorpresa: molti parenti di Edison Mendez, l'ecuadoregno il cui gol contro
la Croazia ci ha regalato il passaggio agli ottavi, lavorano in Italia come
«badanti». «Non c'è differenza fra Edison e noi - osservano i congiunti -
anche noi aiutiamo degli italiani non autosufficienti a superare ostacoli
insormontabili».
Un Trapattoni ringalluzzito replica alle inevitabili critiche del
dopopartita. «Sì, va bene, l'Italia è senza centrocampo. L'avevo detto a
mia moglie di mettermelo in valigia, ma dopo non c'era posto per i calzini
e il rasoio, e così è rimasto a casa. Quando me ne sono accorto ero già in
aeroporto, e al duty-free i centrocampi erano finiti. Oh insomma, se anche
senza centrocampo siamo arrivati fin qui, vuol dire che non è poi così
indispensabile, no?»
Se l'Italia fa a meno del centrocampo, il Brasile ha abolito la difesa.
Scolari aveva cercato invano qualche difensore per la Seleçao, ma ha dovuto
rassegnarsi al modulo 0-10: un pupazzo gonfiabile in porta, e tutti in
attacco. «Nella società brasiliana lo stopper è un paria, come il
beccamorti e lo spazzino - spiega un sociologo dell'Università di Rio -.
Secondo un sondaggio, nove brasiliani su dieci preferirebbero avere come
vicino di casa un nazista pedofilo piuttosto che un terzino».