Bollettino nippo-coreano per chi non ha nient'altro da tifare
Sfiorata la zuffa nella messa officiata ieri nel ritiro azzurro, con
Trapattoni nei panni inediti del chierichetto. «Insisteva nel suggerirmi i
moduli per la liturgia - brontola il sacerdote -. Secondo lui dovevo
mettere gli evangelisti Matteo e Luca in attacco, con il profeta Isaia come
trequartista». Il commissario tecnico avrebbe inoltre approfittato del suo
ruolo per trafugare crocifissi, turiboli e acquasantiere da usare domani a
scopo propiziatorio. Il massaggiatore della squadra, da parte sua, nega di
aver rubato dalla sacrestia le ampolle dell'olio santo per nasconderle
nella sua borsa. Ma stavolta nemmeno l'asse fra l'Italia e il Paradiso può
garantirci la vittoria contro la Corea. Perfino San Pio da Pietrelcina,
ripetutamente pregato in proposito, ha allargato le braccia: «Guagliò, va
bbuò che m'avete appena fatto zante, ma ie posse guarì un paralitiche pe'
volta, non undici tutt'inzieme».
A intimidire i nostri gladiatori non sarà la complicata onomastica coreana.
Per aiutarli a prendere confidenza con i tre Kim schierati dalla formazione
asiatica, il Trap li ha obbligati a vedere per tre volte «Nove settimane e
1/2», mentre Gattuso ripassa le sue nozioni di kung-fu per fronteggiare i
cinque temibili Lee della Corea. Vieri non vede l'ora di incontrare il
celebre No Park Ing: «Nei paesi anglosassoni è famosissimo: c'è il suo nome
su tutti i passi carrabili».
Decisamente migliorate le prestazioni degli azzurri grazie al loro nuovo
ritiro, il Centro di formazione per bancari di Chonan. Dopo il primo
allenamento, Totti è in grado di compilare un estratto conto e Buffon sa
respingere un assegno scoperto da qualsiasi posizione. L'unico problema è
che ora i nostri riescono a giocare solo in orario di sportello: i coreani
che domani alle 20.30 locali scenderanno in campo rischiano di trovare la
nostra metà campo deserta, e, sulla porta, il cartello «La filiale riapre
alle 8.30».
Senegalesi in trionfo: non solo sono riusciti a cacciare la Svezia dai
Mondiali, ma durante la partita hanno venduto agli scandinavi decine di
ciddì taroccati sotto il naso dell'arbitro. Ora molti in Europa si uniscono
ai mugugni del cittì danese sull'errore commesso a esportare il calcio in
Africa. Ma dal Continente nero arriva una mesta replica: «Il vero errore
l'abbiamo commesso noi un milione di anni fa esportando l'homo sapiens in
Europa»
La vittoria degli uomini di Arena nel quasi-derby Usa-Messico accende la
festa nelle comunità americane sparse per il mondo. Caroselli di
bombardieri hanno illuminato il cielo di Kabul, mentre nella base militare
Aviano sono risuonati festosi scoppi di testate nucleari. Il presidente
Bush nelle prossime ore ordinerà al Messico di smantellare tutti i campi da
calcio del paese, e ha già decretato un rigidissimo embargo su integratori
alimentari, palloni e altro materiale che i messicani potrebbero usare per
ripristinare il proprio arsenale calcistico.