Bollettino nippo-coreano per chi non ha nient'altro da tifare
Vigilia top-secret per la Germania di Voeller, impegnata a perfezionare la
strategia con cui domani tenterà di battere la Corea malgrado gli
arbitraggi pilotati. Secondo l'ipotesi più accreditata, Klose e compagni
scenderanno in campo in casacca rossa, con i capelli tinti di nero e
stirandosi le palpebre con le dita per farsi gli occhi a mandorla.
Obiettivo: confondere il direttore di gara Meier, che, in quanto svizzero,
sarebbe incapace di distinguere un coreano doc.
Ma anche in Oriente c'è chi supplica i dirigenti coreani della Fifa di
rinunciare ai maneggi almeno in occasione del match contro la Germania.
«Passi rubare la partita a Italia e Spagna, che sono due paesi cacasotto -
è l'accorata preghiera degli osservatori più avveduti -, ma far incazzare i
tedeschi è pericolosissimo. Quelli, quando odiano un popolo, sono capaci di
tutto. Mr Chung, dia retta: meglio arrivare quarti al Mondiale che essere
trasformati tutti in saponette».
Benché sia ormai un coreano onorario, il cittì Guus Hiddink non ha
perfettamente metabolizzato la mentalità del Paese che lo ospita. «Contro
la Germania dovete trasformarvi in una muta di cani» ha intimato ai suoi
uomini. Perplessità fra Ahn e compagni: «Ma il mister vuol farci giocare o
venderci a un ristorante?». Tutti però concordano: Hiddink sarà brutale e
dispotico, ma sa motivare gli atleti: se vincono, un pugno di riso, se
perdono, un pugno nei denti. «Un trattamento molto migliore di quello che
ricevevo quando lavoravo alla Hyundai» confida uno dei giocatori.
In mancanza di una protesta ufficiale della Federcalcio, contro la Fifa si
è levata la voce della Federvisagisti. «Il Mondiale è truccato, e pazienza
- si legge in una nota firmata fra gli altri da Gil Cagné e Diego Dalla
Palma -, ha quasi cent'anni, non può permettersi di andare in giro acqua e
sapone. Ma il trucco dev'essere leggero, quasi invisibile, in grado di
valorizzare senza mascherare. I gol scomodi vanno cancellati con un velo di
fondotinta, non con una sbandierata pacchiana, e la corruzione va sfumata
delicatamente col pennello di visone».