Per costare costa (chiedere al Milan che l'anno scorso ha scucito 80 miliardi di vecchie lire a Vittorio Cecchio Gori per acquistarlo), ma tutti sti' soldi li vale? Dopo aver lasciato deboli tracce di sé nella prima stagione in rossonero (22 presenze, 0 gol), il fantasista portoghese ha aggiunto un altro punto interrogativo sul suo effettivo valore con una imbarazzante prestazione nella partita d'esordio ai Mondiali. Della formazione lusitana Rui Costa doveva essere l'ispiratore, il regista offensivo alla Zidane, il geniale direttore d'orchestra. Invece ha steccato clamorosamente la prima vagando per il campo, dettando passaggi insignificanti o fuori misura, fino a chiedere la sostituzione nei minuti finali. Una prestazione amorfa, scialba e pretenziosa la sua, tanto quanto quella dell'altro fuoriclasse della squadra, Luis Figo. Tra i due pare sia in atto una sorta di braccio di ferro, con lo spogliatoio spaccato tra i fedeli dell'uno e dell'altro. Anche nel Milan qualcuno aveva cominciato a preferirgli non un Figo ma un Pirlo qualsiasi. La sua eleganza in campo e fuori non si discute, ma a trent'anni e con un palmares costituito da due coppe italia, una coppa e uno scudetto in Portogallo, Manuel deve decidere se gli interessa davvero vincere qualcosa di importante nel calcio. Oppure se si accontenta di fare un defilé ogni tanto.