Nome: LA NAZIONALE ITALIANA
C'è modo e modo di perdere. C'è quello del Belgio e del suo capitano Wilmots, a cui è stato annullato un gol regolare contro il Brasile. Wilmots è uscito dal campo abbracciato all'arbitro e poi ha rilasciato una dichiarazione disarmante, quasi inconcepibile: "Sbagliano tutti, i giocatori e gli arbitri. Succede in campionato, nelle coppe e ai Mondiali". Fine delle trasmissioni. E poi c'è lo stile italiano nella sconfitta. Quello di Trapattoni che prende a calcio le borracce, prima sparge acqua santa poi urla e si agita come un indemoniato, quello dei giocatori che distruggono lo spogliatoio, di Pizzul e Bulgarelli i telecronisti dell'indignazione e dello scandalo. La caccia al colpevole per questa eliminazione continuerà per mesi, daremo il massimo negli sport dove l'Italia è da sempre campione del mondo: il complotto, la dietrologia, il processo, la recriminazione infinita. Il bello è che questa fibrillazione permanente del nostro calcio, gli scambi di accuse, i furori, le crociate non producono mai cambiamenti sostanziali, hanno l'aria di essere scontri cruenti ma in realtà non fanno mai vittime. I vari Trapattoni, Carraro, Moggi, Sensi, Galliani lo sanno benissimo: per loro non c'è rischio di eliminazione.