È stata una gara pazzesca, bellissima, un distillato purissimo di emozioni da alta velocità. Nei 46 minuti del GP di Australia chi ha avuto la forza di svegliarsi alle sette di mattina di domenica ha visto succedere più cose (parliamo di sorpassi, duelli, staccate e numeri d'alta scuola) di quante ne succedono sotto il cielo della Formula 1 in dieci anni. Ha vinto Valentino Rossi, come è noto, conquistando il titolo mondiale delle 500 con una prova che non è esagerato definire esaltante. Nessun calcolo (gli sarebbe bastato un ottavo posto per laurearsi lo stesso campione), anzi il gusto di gettarsi nella bagarre dei sorpassi, delle carene e delle ruote si toccano (con Barros a 300 km/h), passeggero di quel trenino folle dove Biaggi, Capirossi, Barros e Haga si scambiavano continuamente di posto sul filo dei 200 km/h. Valentino aveva anche cercato di andarsene, di lasciare a distanza di sicurezza qualla compagnia pericolosa ma Biaggi aveva sempre provveduto a coprire il "buco", riportando sotto gli altri. All'ultimo giro il Corsaro de Roma era perfino in testa e la Honda numero 46 dietro, leggermente attardata. La logica del "portare a casa il risultato", la generosità sportiva, un certo istinto di conservazione avrebbero suggerito a Valentino di lasciar vincere il rivale e mettersi comunque il tasca il titolo. Ma il dottore non è ancora capace di ragionamenti assennati o utilitaristici. Con l'insostenibile leggerezza del fuoriclasse si è messo in scia della Yamaha e poi l'ha infilata all'interno nella curva 10 con una specie di surplace lanciando poi lo sprint verso il traguardo dove è passato primo per una battito di ciglia: 13 millesimi, 79 cm a quella velocità.
Adesso il sogno dell'ex bambino prodigio è realizzato: tre titoli mondiali nelle tre classi (nelle 125 nel '97, in 250 nel '99 e adesso nella classe regina), impresa riuscita solo a Phil Read e Mike Hailwood, un potere assoluto in pista, ma anche di immagine e di fama presso il pubblico, con le inevitabili appendici di contratti miliardari e riflettori sempre puntati addosso. E mentre Vale festeggia con la mamma e la sua tribù di amici e tifosi, Biaggi si mangia il cappello come Rockerduck. Il romano non concede al nuovo campione del mondo nulla più di quanto preveda l'etichetta dell'omaggio formale al vincitore: una fredda stretta di mano sul podio e poche parole di circostanza. Max, l'ombroso, l'introverso, il perfezionista senza il dono dell'autocritica non può e non vuole chiudere i conti: un nemico gli serve come il pane e quel ragazzino con la tuta gialla, che vince grazie alla forza della Honda, merita troppo un lezione.
Video Highlights Nel servizio degli inviati Rai lo sprint finale per la vittoria tra Rossi e Biaggi e le sequenze più spettacolari del GP d'Australia.
I piloti: i protagonisti dela stagione classe per classe.
I circuiti: informazioni tecniche e virtual tour su tutte le piste delle gare.
Umbrella girls: pin up ai box, modelle del circo dele due ruote.
TUTTI I GRAN PREMI
L'andamento, i commenti, gli eventi e le classifiche di tutte le gare disputate:
Sedici Gran Premi, copertura televisiva da parte della Rai e di Eurosport su satellite (anche le prove), si comincia domenica 8 aprile in Giappone per finire il 3 novembre in Brasile. In realtà ogni volta le gare sono tre, una per categoria: dai venti ai trenta giri a seconda del circuito e della cilindrata. La tappa italiana è quella del Mugello il 3 giugno.
I circuiti del Motomondiale
I PILOTI
L'eterna controversia tra gli accademici dei motori se conti di più l'uomo o la macchina, non è mai stata troppo attuale tra i biker. La mano, ma anche il sedere, il fegato e molte altri organi del corpo del pilota nel mondo delle corse su due ruote contano più degli ingegneri e dei meccanici. I top driver ovviamente hanno i mezzi migliori, ma tra le moto ufficiali la differenza sta nel manico. Cioè nel signore che sale su un aggeggio da 200 cavalli.
I protagonisti