Sostenere che sviluppare il proprio versante androgino fa parte della schiera delle sessualità evolute è, a dir poco, azzardato. Si tratta, in effetti, di addentrarsi in un campo minato, se è vero che ogni concezione tradizionale della sessualità ha sempre considerato il continuum maschile-femminile come un elemento essenziale per la propria definizione (da Weininger a Freud, per rimanere alle classificazioni moderne). Tuttavia, il motivo dell'unione sessuale come realizzazione dell'androgino perfetto è un modulo fondamentale delle scuole gnostiche più arcaiche (dall'esoterismo alchemico fino al sufismo islamico), per non parlare delle esperienze estatiche delle religioni primordiali (lo sciamano, per esempio, a ogni latitudine assume caratteri di spiccata androginia, e i profeti classici, come Tiresia, sono quasi tutti sessualmente indifferenziati).
Del resto, l'Eros Evoluto è un'etichetta molto atmosferica, che coniuga innovazione e pulsioni primarie, in una reinvenzione giocosa continua.
Una delle manifestazioni androginiche più codificate, a questo proposito, è la femminilizzazione o la maschilizzazione del sub nel rapporto BDSM (si tratta, principalmente, di un'ossessione dei sub maschi), che a volte si traduce, tout court, nella pratica del crossdressing, altre volte in una inversione genitale (è la donna che, grazie a supporti artificiali, penetra l'uomo).
Pratica sessuale tesa al raggiungimento dell'inorganico e dell'esperienza della spiritualizzazione erotica, l'androginia è, oltre che un carattere psicologico latente o manifesto, la frontiera di una sessualità al di là del sesso e dei giochi definibili.
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