Ci sono differenti modi in cui la castità può essere vissuta, impartita o subita. George Bush Junoir, per esempio, ne fa un affare di Stato, nel senso letterale dell'espressione. Gli americani che lo motivano a una simile scelta politica, cristiani metodisti o puritani che siano, si sono scavati una nicchia in ogni directory che si rispetti: sembra che la castità, per gli statunitensi, sia diventata un'autentica ossessione nazionale.
Per il bdsm o per ogni forma di sessualità alternativa, la castità è un dono o un ordine, una costrizione o un atto di devozione, in ogni caso una pratica tesa ad esaltare gli elementi che costituiscono una delle polarità principali del rapporto di sottomissione: l'attesa, la negazione di ciò che è facile e scontato, la psicologizzazione di ogni atto sessuale.
L'inibizione dell'orgasmo, che sia dilatata in lunghi periodi tramite il divieto del rapporto sessuale oppure consumata in sedute brevi e intense, pone il soggetto costretto all'astinenza in stato di eccitazione nervosa e ipersensibilità. E' il prodromo ideale per disporre a piacimento del sottomesso da parte del Dominante, Master o Mistress, che vede esaltati, nel suo sub, i processi e gli stimoli all'adorazione da parte di questi.
Va anche sottolineato che moltissime pratiche dell'eros cosiddetto evoluto considerano l'ipotesi di una totale assenza di rapporti sessuali, al punto di rifiutare la semplice esibizione dei genitali: l'oggetto del piacere è dislocato altrove, sublimato in oggetti e azioni di carattere differente.
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