Lo slave, lo schiavo, il sottomesso, il bottom: sono molti termini per indicare il soggetto passivo della relazione bdsm, la persona attorno a cui si viene costruendo, per volontà del Master o della Mistress, la scena s/m in cui prende vita un gioco. E' un gioco profondo, che connette intimamente il corpo e la psicologia di entrambi i contraenti del contratto bdsm. Lo slave adora letteralmente il Signore o la Signora alla cui presenza viene ammesso (può esserlo occasionalmente oppure definitivamente: in quest'ultimo caso indossa un collare, fisico o metaforico, che sancisce il possesso del Dom su di lui).
La sua resistenza e il suo accordo ai termini del contratto determinano l'intensità e la durata delle scene. Il suo corpo e la sua mente sono totalmente esposti al libero arbitrio di Chi domina. Subisce indiscriminatamente i giochi che, più o meno segretamente, desidera: e ciò costituisce il sottile ricatto che ogni sub esercita nei confronti del suo Dom, non esistendo alcuna relazione bdsm senza il consenso dello slave.
Non soltanto la resistenza fisica dello schiavo o della schiava vengono messe alla prova, utilizzando una vasta gamma di strumenti, dalla frusta ai paddle, dal bondage alle mollette. Ma anche la sua riottosità, il suo senso dell'onore, il suo orgoglio personale vengono superati attraverso una serie di umiliazioni e prove che servono a dichiarare definitivamente lo spossessamento dei sub da se stessi, il totale affidamento alle cure dei Top. E' questo, dopotutto, il piacere ultimo che ricercano anche i più "fisici" tra i dominanti.