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Prefazione d'autore - Richard Kern s'è scritto una prefazione introduttiva al libro di fotografie New York Girls, una delle opere che lo ha reso più famoso sia negli USA che nel mondo. Ne abbiamo tradotto alcune parti per farvelo conoscere meglio. Senza troppi tabù qui l'artista si svela, mostra il fianco e ripercorre a tappe sconensse il suo percorso, dalle origini provinciali al ritmo convulso, spinto, feroce e disilluso della City in cui e di cui la sua arte vive.
"Un pomeriggio del '71 ho bigiato la scuola per farmi un giro in uno shopping center a Rocky Mount, nel North Carolina. Stava a 30 miglia di distanza sulla interstatale 95 e ho fatto l'autostop per raggiungerlo e tornarmene a casa. Al ritorno mi ha raccolto una vecchia carcassa di macchina piena di ragazze di New York che tornavano dalla Florida. Mi ci sono intrufolato e ne sono stato immediatamente catturato. Quello era un mondo che conoscevo solo attraverso riviste e film. Mi hanno raccontato storie di rock star che conoscevano e con cui avevano fatto sesso. Avevano acconciature assurde. Hot pants di vinile, pantaloncini tagliati all'inguine, prendisole e tacchi altissimi che nascondevano a stento la loro vitalità. Me ne stavo seduto sul sedile posteriore - strizzato tra due 'ragazze grandi' (avevano 18 o diciannove anni) con la bocca spalancata come il provinciale che ero.
"A quei tempi ero già stato contaminato dal fasicno della fotografia tramite mio padre. Come editore del giornale locale, il suo lavoro includeva il reportage fotografico dei vari avvenimenti locali. Durante l'adoloscenza lo accompagnavo per i servizi fotografici notturni, come incidenti stradali, inondazioni o raduni politici. Nella mia mente di bambino "andare a fare due scatti" significava che una avventura stava inziando. Mio padre mi incoraggiava insegnandomi i trucchetti del mestiere. Di lì hpo iniziato a sviluppare le mie tendenze voyeristiche." "Ora sono un provinciale che vive a New York. Tutte le fotografie in New York Girls (a parte poche eccezioni) sono state fatte in uno dei due appartamenti che ho avuto dal 1979."
"Il mio primo appartamento/studio era uno scantinato ferroviario di sei stanze al 529 E. della 13esima, tra le avenue A e B. In quell'edifico c'erano appartamenti dove tenevano e spacciavano eroina, due poligoni illegali di tiro e un sacco di altri atristi squattrinati come me che stavano lì per l'affitto irrisorio. Dedicai una delle stanze a camera oscura e altre tre a studi fotografici dove fotografavo tutti i miei amici per poi stamparle su una rivista in fotocopie che producevo personalmente.
"Attorno al 1987 sono entrato in crisi. Mi sono liberato di quasi tutto ciò che avevo, dato via l'appartamento e sono scappato a San Francisco. Per un anno sono fuggito da me stesso girando la notte con criminali più o meno spaventosi, finchè tutto queto non mi ha rimbalzato nuovamente a New York."
"Nell'88 vivevo sulla 3a strada - tra le avenue C e D. In qualche modo anche attraverso quel peridoo oscuro avevo salvato le mie macchine fotografiche. Di giorno facevo lavoro manuale e scattavo foto ogni volta che potevo. "La notorietà che mi è arrivata quando i miei cortometraggi hanno fatto il bottto in giuro per il mondo mi ha aiutato a trovare modelle per le fotografie. Certo non è stato facile liberarsi dell'immagine 'splatter' che quei film mi hanno appioppato.
"Ho fatto altri cortometraggi e qualche video rock, ma il mio vero interesse è la fotografia. Per me nulla è comparabile al piacere di costruire un ambiente con le luci e poi piazzarci un essere vivente - uno sconosciuto per creare una immagine temporanea. Tutti i fotografi scattano per poter dire a se stessi: 'io ero là'. Il libro New York Girls mostra dove sono stato negli ultimi 15 anni."