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IL DIARIO DI PAOLA
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  IN UFFICIO: L'INSOSPETTABILE
Paola Diario 1.0
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In ufficioDa quando Manu aveva rotto le barriere, la mia mente e la mia fantasia funzionavano come cascate: si era rotta la diga e la corrente era così forte che non potevo resistere. Non era stata soltanto l'esperienza con Manu a spezzarmi ogni resistenza. E nemmeno l'esperienza insieme a Luca e Manu, insieme. Era stato un momento che rispetto alla scoperta che avevo fatto, non mi aveva colpito per niente, lì per lì. Ma quella confidenza, quella rottura delle barriere che Manu aveva effettuato insultandomi, mentre mi baciava prima il collo e poi il mento e poi riprendendomi la lingua, mi aveva sciolta nell'intimo e vivevo in uno stato trasognato. La realtà, però, era quella di tutti i giorni: io e Manu in ufficio, la routine che, anche se "vivacizzata" dall'aggressività di Manu, restava piuttosto grigia. Finché Manu mi confessò qualcosa di estremamente interessante...
In ufficio, io e Manu ci occupavamo dell'amministrazione e del coordinamento dei tecnici. Un lavoro noioso e anche abbastanza semplice. Ma, non so se capita a tutti, anche per un lavoro semplice viene scelto un responsabile (di solito uomo) che sovrintende e controlla. Noi due non avevamo mai avuto da ridire sul nostro responsabile, che si chiama R. (non scrivo il nome per esteso, perché diventerebbe fin troppo riconoscibile :-)). E' un uomo sulla quarantina, non bello e nemmeno brutto. E' una persona normale, molto disponibile e gentile, ma è uno che non capisce cosa gli stia capitando attorno, perché sembra sempre intento a pensare che cosa deve fare e come migliorare l'organizzazione dell'azienda. Secondo Manu era fin troppo mansueto, insomma un po' troppo debole per il ruolo di responsabilità che gli avevano dato. A me faceva ridere il fatto che si era imbarazzato tantissimo quando lo avevo sorpreso in ufficio mentre mescolava una bustina anti-gastrite.
Insomma, Manu, che sembrava avere perso ogni inibizione, mi dice che, secondo lei, R. muore dal desiderio di provarci con lei, ma che è troppo timido per farlo. Allora mi fa questa proposta: di aspettare una mezz'oretta, e di passare nell'ufficio di lui, e vedere la situazione. Mi lascia lì a bocca aperta e ridendo (ha un sorriso furbino che mi fa crollare appena lo sfodera) va a bussare all'ufficio di R.: e io rimango lì, come una cretina, in preda a un tremore che non so se è eccitazione o se è paura. Mi rodo dal dubbio, ma intanto vedo che Manu non esce dall'ufficio di R. e, praticamente dopo dieci minuti, mi avvicino alla porta - ma non sento niente. Non sapevo che fare, ma le scoperte di Manu mi avevano eccitata fin troppo e le sue promesse di piacere erano sempre state mantenute. Insomma, mi faccio coraggio ed entro.
La scena che vedo ha dell'incredibile. Manu è appoggiata con la schiena sulla scrivania di R.; lui è chino, in mezzo alle gambe di lei, che mi guarda senza sapere che fare. Come sempre è Manu che guida il gioco e gli dice: "Adesso lo fai con lei, vero?". Vedo che lui è imbarazzatissimo e sussurra un timido: "Sì". R. si rialza, tutto è molto lento e parecchio assurdo. Mi si inginocchia davanti e inizia a strusciare il muso contro di me. Manu mi osserva, divertita e mi dice: "Non spogliarti, Paola... lascialo giocare un po' così...". Io scuoto la testa senza capire. E' lei a darmi la risposta: "E' da un po' di mesi che mi diverto a giocare con lui. Adesso, se vuoi, puoi divertirti anche tu. Ti presento R. nella versione del mio schiavo". Schiavo? E adesso si scopre che Manu ha anche la passione per il sadomaso? O è soltanto uno scherzo dei suoi? Stando alla foga che ci metteva R., era tutto tranne che uno scherzo... E se io, a questo gioco nuovo, fossi stata del tutto impreparata? Ma non ero impreparata anche al primo, tenero bacio alle labbra di Manu?

Paola

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