In realtà, avevo sempre sdegnosamente rifiutato tale fantasia. Forse lo diceva solo per provocarmi. Anzi, sicuramente. Voleva vedere sino a che punto sarei arrivata. Ma ora avevo una possibilità, un'occasione da non perdere. Presi la mia decisione. Al primo semaforo acavallai le gambe, scoprendo maliziosamente una coscia. Mi accarezzai lentamente, sotto gli occhi dell'ignaro spettatore. La scena era ben chiara. Le mie intenzioni erano ben chiare. Lui si fermò, accese la luce e mi guardò incredulo. Mi prese una fortissima morsa allo stomaco. Forse un po' di timore misto ad eccitazione.
"Insomma prima ti offendi e mi mandi a quel paese ed ora mi sorprendi in questo modo. Ma cosa vuoi?". Nel frattempo la gonna era salita quel tanto che bastava per lasciarmi quasi nuda. Non so come, ma mentii nel più naturale dei modi: "E' il mio primo giorno di lavoro e tu sei il mio primo cliente. Non sapevo come dirlo." Rimase immmobile per un po', ma ero troppo provocante ed eccitante. In un attimo insinuò la sua mano tra il mio seno voglioso. Accompagnai la sua bocca fino a sentire la sua saliva calda sui miei capezzoli induriti e poi giù fino al centro del mio piacere. Ero eccitata e tremante come non mai. Buttò giù il sedile e mi prese scivolando dentro con forza. Chiusi gli occhi e sentii il suo fiato caldo sulla mia pelle, mentre con energia mi stringeva i fianchi. Cominciò ad andare avanti e dietro senza preoccuparsi del dolore che misto a piacere m’immobilizzava al sedile. Mi sentivo posseduta, schiava e mi piaceva. Avevo infranto un altro tabù, un uomo mi stava prendendo senza amore e per soldi. Mi trovavo lì per saziare la sua voglia irrefrenabile, per esaudire ogni sua fantasia erotica. Io, la sua serva. Il ritmo si fece sempre più intenso fino a cessare d'improvviso, lasciandomi ancora accesa dalla passione più focosa. So che non ero io a dover venir soddisfatta, ma non riuscii a resistere: incominciai a toccarmi fino a venire sotto i suoi occhi. Mi guardò con aria compiaciuta e mi sentii subito bene. Imperiosa. Mi rivestii lentamente, senza dire una parola. Mi ero comportata come una vera professionista. Sentivo l'eccitazione di poter raccontare a Manu di quanto ero stata capace di fare in una notte qualsiasi. Ero totalmente immersa nei miei pensieri e nelle mie sensazioni, quando il mio "cliente" mi allungò 30 Euro, mi fece un cenno con la mano e se ne andò. Poco dopo presi un taxi e andai a casa. Tutto in uno strano, ipnotico silenzio.