Dopo un periodo un po' pesante al lavoro, finalmente un meritato weekend d'estate. Due giorni di relax nella cascina di una vecchia amica di famiglia, Laura. Non cercavo niente di speciale, volevo solo riposarmi. Venerdì sera l'arrivo. Sono già tutti lì, in un'atmosfera quieta e serena tra candele, vino e chiacchiere intorno a un tavolo. C'é anche il cuginetto napoletano di Laura, Luca. Un ragazzino di circa 16 o 17 anni, con lunghi capelli neri. Me lo ricordavo come un moccioso pestifero di dieci anni, mentre adesso se ne stava in un angolo, silenzioso ad ascoltare i soliti discorsi di trentenni annoiati. Passiamo un sabato sereno coronato da una grigliata piuttosto alcolica. La mente offuscata, le forti risate e quel ragazzino dagli occhi scuri e penetranti che mi fissava. Il suo sguardo mi metteva in imbarazzo e allo stesso tempo mi eccitava. Avevo paura che qualcuno si accorgesse della forte attrazione che provavo per lui ….ma non potevo farci niente, era più forte di me. Dopo alcune ore, ce ne andammo tutti. Mi girava la testa, così decisi di fare una doccia prima di mettermi a dormire. Mi buttai sul letto con l'accappatoio addosso e mi addormentai. Non so bene dopo quanto tempo e per quale motivo, ma improvvisamente mi svegliai. L'accappatoio leggermente schiuso e due occhi profondi che nel buio mi fissavano. Luca. Non mi domandai come era entrato e perché, non gli feci domande. Rimasi sdraiata sul letto, mi rigirai quel tanto da far scoprire il mio corpo. Sapevo che Luca avrebbe desiderato vedere di più, fra le mie gambe, scoprire il roseo solco fra le mie cosce...sapevo che l'eccitazione stava crescendo piano piano e che il desiderio stava aumentando. Prepotente nel suo infilarmi nella mia stanza ma anche timido e impacciato, stava lì senza aprire bocca. Ansimava ed era decisamente eccitato. Lo guardai dritto negli occhi e feci scorrere una mano lungo il bordo dell'accappatoio. Poi infilai un dito all'interno sfiorandomi un capezzolo che reagì immediatamente indurendosi. Socchiusi gli occhi con un leggero, ma inequivocabile, ansito di piacere. Di fronte a me Luca non perdeva un solo gesto, una sola parola, un solo respiro. Mi alzai e slacciai la cintura tenendo i lembi dell'accappatoio con le mani avvicinate. Mi guardava come se fossi una dea e mi piaceva. Il vento caldo e fragrante entrò nella stanza, scompigliando leggermente quei suoi lunghi capelli neri. Nei suoi occhi traspariva un misto di incredulità, di adorazione, di desiderio che raramente avevo visto negli occhi di un uomo. Scostai l'indumento e lo lasciai cadere a terra rimanendo completamente nuda davanti al suo sguardo profondamente stupito. Non sapeva che dire né che fare.[CONTINUA]