ATTENZIONE: Il contenuto riportato qui di seguito è assolutamente inadatto ai minori di 18 anni. Cliccando su ciascuno dei file confermate di avere superato i 18 anni di età e di acconsentire ad esaminare materiale riservato agli adulti.
Torniamo da dove ci eravamo lasciati: dal "Diario" e dalle vostre mail. Per mesi non ho aperto la vecchia casella postale su Clarence. Quando l'ho fatto sono rimasta perplessa: 3731 messaggi!!! E' vero: c'erano parecchi messaggi pubblicitari, però la grande maggioranza delle mail erano indirizzate a me. Come potrete immaginare, è impossibile rispondere a tutti. Per cui restiamo d'accordo così: risponderò ogni settimana alle due mail che mi colpiscono di più. Tra le tremila mail ricevute (le ho lette tutte...), ne scelgo due, che sento particolarmente vicine per il modo di avvicinarsi all'esperienza profonda del sesso e per la delicatezza e la sensibilità di chi le ha scritte.
"Dentro di me sento quel calore latino, quel fuoco che divampa e che mi consentirebbe anche di fare
l'amore più di 3 o 4 volte al giorno...senza esitazioni, ma il mio punto debole è trovare quell'approccio che mi consente di conoscere bene una ragazza. Alcune volte sono assalito dalla voglia di fare l'amore che ho...e non avendo una ragazza per ora...e dato che...le donne mi piacciono molto e ne cambierei anche una al giorno solo per il sapore di provare nuove emozioni e scoprire nuovi desideri...il mio mondo mi sembra chiuso e non caloroso come lo si può trovare in paesi stranieri caldi dove far l'amore è ancora qualche cosa di spontaneo e normale. Qua mi vedo circondato da preconcetti e inibizioni culturali e sociali...da stress...da ragazze che un giorno hanno una luna e dopo 20 minuti un'altra...dimmi tu...un ragazzo come me dovrebbe veramente vivere su una isola di turisti e solo pensare a soddisfare le turiste che arrivano e donargli piacere e relax...
Ciao e spero in una tua risposta...."
Davide
Caro Davide
che tu sia abbastanza timido lo si vede anche dal modo in cui scrivi. Tutte quelle virgolette sono come pause, respiri che prende tra un pensiero e l'altro, quasi a cercare le parole. Ma venendo al contenuto della tua lettera devo dirti che trovo che viaggi un po' troppo con la fantasia. Immagini isole tropicali, abitate da donne sempre disponibili, dove fare l'amore 3 o 4 volte al giono. Ma questi luoghi non esistono o forse esistono ma lì il sesso si fa a pagamento. Sogni di essere uno gigoló da villaggio vacanze dove siano aboliti stress e inibizioni, ma credimi non è così. È un lavoro anche quello e oltre a richiedere una certa predisposizione (i timidi di solito non vengono selezionati) è anche faticoso.
Le tue fantasie e i tuoi desideri dovresti pensare di realizzarli qui, in Italia, nella tua città. Si tratta, come ho fatto io, di rischiare un po', metterti in gioco (senza essere aggressivo). Se dove abiti non c'è proprio nulla di stimolante, prova a uscire dai soliti percorsi. Su Internet, nelle chat ad esempio, si possono fare esperienze e conoscenze molto interessanti (guarda quello che è capitato alla persona che mi ha scritto la mail successiva alla tua). E non fare come tanti tuoi colleghi maschietti che sbavano per una bamobola di silicone come Pamela Anderson e non vedono quanto è sexy (o potrebbe esserlo messa in un certo modo) la vicina di pianerottolo.
E non temere: anch'io ci ho messo un po' per ingranare.
Paola
Francesco scrive: "Ciao Paola, sono un ragazzo di 31 (anzi 32) anni che per caso ha conosciuto la tua rubrica. Devo dire che sono rimasto veramente sorpreso da quello che ho letto. Ho sempre pensato che ognuno di noi avesse dentro di sé qualcosa molto personale da raccontare, ma non pensavo che qualcuno e soprattutto una donna arrivasse a mettere a nudo le sue veritá piú nascoste senza nessun pudore.
Sia chiaro il mio non vuole essere un rimprovero anzi, al contrario, voglio farti i miei complimenti. Almeno, anche se solo attraverso un pagina web, conosco una donna che non ha paura di raccontare se stessa.
Parlando di web, in due parole ti dico quello che mi è successo una sera in una chat. Ero li che chattavo con delle persone, quando ad un tratto entra una ragazza (non dico il nome per non crearle problemi). Ci mettiamo a chattare e dopo un po' che parlavamo di noi stessi delle nostre vite, abbiamo iniziato a fare dei discorsi un po' piccanti. Risultato della storia è che alla fine ci siamo ritrovati a fare sesso on line con piacere reciproco. Ora ci sentiamo telefonicamente e abbiamo una voglia sfrenata l'uno dell'altra. Per vari motivi, però, non ci siamo ancora incontrati.
Quale giudizio potresti dare ad una cosa del genere? Ti sei mai trovata a fare sesso on line?
Baci Francesco"
Caro Francesco,
cosa vuoi che ti dica? Che sono felice per te! La Rete è un luogo perfetto per conoscersi, parlarsi, avvicinarsi. All'inizio ci si sente protetti dall'anonimato, è come stare dietro un vetro scuro o una maschera. Nelle chat erotiche si trova di tutto, spesso sono volgari, talmente esplicite e gridate da ammazzare il mistero, le zone d'ombra del desiderio. Io preferisco chattare in siti meno specializzati (ad esempio la chat di Clarence), o ultraspecializzati (BDSM, roba un po' particolare). Sono stata a cene organzzate da chattisti e spesso mi sono divertita. A volte le persone sono diverse da come te le eri immaginate, ma questo fa parte del gioco. Il sesso online l'ho provato e non è stato male. Mi eccita di più farlo con le donne perché hanno più fantasia, non usano le solite quattro frasi della maggior parte dei maschi. È un piacere un po' cerebrale (manca il contatto fisico, non senti l'odore dell'altro); la webcam aiuta ma l'interazione è sempre piuttosto macchinosa. Direi insomma che è un buon preliminare, un utile esercizio per arrivare preparati agli incontri reali.
Per questo ti incito a rompere quel diaframma che ti separa dalla tua amante (per ora virtuale) e a conoscerla in tutti i sensi, con tutti i sensi. Se ancora non ve la sentite di combinare un incontro, cominciate magari scambiandovi fotografie, indumenti intimi, piccoli regali profumati.
La voglia l'uno dell'altro crescerà ancora. E poi... Paola