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IL DIARIO DI PAOLA
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PaolaQuesto è l'unico canale di comunicazione sempre aperto tra voi e me, tra voi che leggete il mio Diario e io che lo vivo. In questo spazio io ricevo i vostri messaggi, li leggo (tutti) e rispondo. Potete rivolgermi delle domande, raccontarmi le vostre esperienze, magari provare a sedurmi con le parole (possono essere molto erotiche, non è vero?). Come potrete immaginare, mi è impossibile rispondere a tutti. Per cui restiamo d'accordo così: risponderò ogni settimana alle due mail che mi colpiscono di più. Tra le centinaia di mail ricevute, ne scelgo due, che sento particolarmente vicine per il modo di avvicinarsi all'esperienza profonda del sesso e per la delicatezza e la sensibilità di chi le ha scritte. Vorrei che fosse una conversazione intima, anche se a distanza, riservata e pubblica al tempo stesso.
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  LE RISPOSTE DI PAOLA
Caro Rk,
il fatto che a 17 anni si desiderino donne più grandi invece delle proprie coetanee (che a loro volta guardano uomini più maturi) è un passaggio non solo naturale ma quasi obbligato. Io a 16 ero innamorata cotta del mio professore di ginnastica, un atletico signore sulla quarantina, che pensavo intensamente quando tra mille sensi di colpa ho cominciato a "toccarmi". Un maschio adolescente oltre allo stimolo che gli viene dalla natura, trova milioni di altre suggestioni che lo portano desiderare una donna matura. La pubblicità, il cinema, i giornali non fanno altro che stuzzicarvi questa fantasia. La trentenne esperta, disinibita, annoiata e ovviamemente vogliosa, è un mito evergreen, basti pensare all'ultimo film con la Bellucci (Malena). Maestra di giochi erotici, formosa, appena un po' passatella, molto porca, che indossi biancheria intima sofisticata: dimmi se non fatta così la tua amante ideale. Tutto bene dunque, non sei affatto matto, il rischio che corri al limite è di essere poco originale. Immagino che tu voglia anche sapere se io farei l'amore con te, o per meglio dire con un diciassettenne. La risposta è sì. L'ho fatto e lo rifarei. Mi piace guidare il gioco, vedere come si manifesta una sessualità ancora inesperta, ma anche libera, spontanea. Mi fanno anche molto ridere i tuoi coetanei che si atteggiano a grandi amatori, che si vantano di saperla lunga. Uno di questi campioncini una volta mi ha abbordato in un locale chiedendomi senza tanti preliminari se mi andava di scopare con lui. Gli ho risposto che si poteva fare, a patto che si facesse legare e non avesse paura di sentire un po' male. Non ci crederai ma il giovane stallone si è dileguato in pochi secondi.

Paola


Riccardo scrive: "Ciao come va? Io bene, ho letto per la prima volta oggi le tue storie e devo dire che sono raccontate con estrema semplicità e non fanno trasparire la minima volgarità,cosa assai rara oggi. Mi presento sono di XXXXXX, mi chiamo Riccardo e ho XX anni. Forse tu potrai togliermi un dubbio che ho da tempo, fino a dove spingermi con una ragazza senza cadere nella volgarità o fare figuraccie e soprattutto come riuscire a capire le intenzioni di una ragazza? Devo ammettere che sono un po' ingenuo o se preferisci imbranato.
Ti voglio raccontare anche io una mia esperienza che ti faccia capire come sono fatto. Un estate, avevo 17 anni, sono andato in vacanza in albergo e ho conosciuto lì la barista. Tutte le sere dopo cena passavo al bancone a bere qualcosa e così si chiaccherava un po'. Dopo 2 settimane e' stata lei a chiedermi se volevo uscire con lei dopo il lavoro. Io ho subito pensato che si trattasse di una serata con i suoi amici e che le stessi solo simpatico anche perché aveva 26 anni ed era sposata, anche se da una settimana era andata a stare da sua madre. Arrivato lì mi trovo solo con lei, beviamo qualcosa, parliamo come sempre, poi mi dice di andare a fare una passeggiata sul pontile. Tutto bene fino a quando non siamo arrivati alla fine. Gelo piu' totale. Lei si accorge del mio imbarazzo e mi bacia, stiamo un pò lì, poi decidiamo di andare in spiaggia e lì puoi immaginare, con le onde, la luna, le stelle, sembrava una immagine da film, solo che nei film non ti dicono mai quanto è fastidiosa la sabbia anche sui lettini.
Avevo voglia di raccontartelo per farti capire quanto non capisca le persone in particolare i loro atteggiamenti per quanto riguarda la predisposizione ad avere un rapporto più profondo ed intimo con me. Se ti va di rispondere potresti aiutarmi a capire"
Baci e grazie


Caro Riccardo,
la tua storia insegna (a te, ma anche a molti altri che mi hanno scritto per avere consigli a riguardo) che non c'è una ricetta sicura, una formula magica per sedurre e accendere il desiderio in una donna. Dimostra anche che siamo sempre noi a godere di un certo vantaggio di posizione e che nel rituale dell'accoppiamento il maschio si propone e la donna sceglie se, come, quando, e via dicendo.
Già ma come si fa a intrigare, a sedurre una donna? Quanto devono essere scoperte le avances, meglio un mazzo di fiori, un invito a cena o una frase del genere "Ti trovo molto sexy. Ti fa di fare del sesso con me?" (molto più usata di quanto non si pensi). In realtà ogni metodo è buono, basta che si adatti al personaggio che lo utilizza. Se uno come te, che si definisce timido, si mette in testa di fare il brillante-estroverso-guarda come sono figo, al 90% si becca un due di picche. Evidentemente hai fatto colpo sulla barista con altri metodi: palando col lei, standola ad ascoltare, dandole l'impressione di essere una persona interessante. Se ha funzionato con lei, non vedo perché non debba funzionare con altre. Adesso sulle riviste maschili vanno di moda cose come "il decalogo del perfetto playboy", "le quindici regole per fartela quella stessa sera", "nel tuo letto in otto mosse". Io penso che chi prende per buoni questi "suggerimenti" imbocca la strada maestra che conduce a diventare uno sfigato. Ognuno ha il suo stile, le sue armi: bisogna solo scoprire di averle.
E tu forse l'hai già fatto.

Paola

lo stesso argomento su:  NESSUNO
   data: 7 giu 2001 protezione contenuti: attiva Aiuto  

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