ATTENZIONE: Il contenuto riportato qui di seguito è assolutamente inadatto ai minori di 18 anni. Cliccando su ciascuno dei file confermate di avere superato i 18 anni di età e di acconsentire ad esaminare materiale riservato agli adulti.
Anzitutto, benvenuti. Sono un po'emozionata: è la prima volta che mi capita di dover tenere una rubrica. E per di più una rubrica dove rispondo alle confessioni e ai desideri di persone che non ho mai visto e che conosco soltanto tramite mail. Poi volevo ringraziarvi: non mi aspettavo tante mail. E non mi aspettavo tante mail gentili ed educate: questo, credo, a una donna fa un piacere particolare. E trovo che la gentilezza, con i suoi sottintesi sottili, sia un'arma di seduzione non da poco: altrimenti il cosiddetto "cybersesso" non potrebbe nemmeno iniziare, no? Per iniziare rispondo a due mail. Una che ho trovato poeticissima. E l'altra di una ragazza della mia età, che condivide il passo che ho fatto verso la mia personale liberazione e mi chiede un... incoraggiamento.
Paola
Supergae ha scritto: lo so che non ci sei
lo so che non esisti, sei invenzione, illusione
ma ho bisogno di credere,
ho bisogno di saper che c'e' qualcuno che mi ascolta
a cui confidare i miei pensieri,
a cui cantare le mie canzoni,
perche' il mio futuro
anche se sara' tutta la vita 10 ore davanti a questo pc
non sia la mia vita almeno in fantasia...
Ci dev'essere un bel posto dove posso ancora imparare,
dove il banale quotidiano scompare
CHE NON SIA QUI
dove ancora la poesia, quella farfalla colorata
per poco non si e' li' posata
e' riamsta nella mente di chi
continua a rimirare il foglio bianco
e quante volte si e' lasciato sfuggire quei colori
per l'impegno quotidiano
sopraffatto dal nulla di importante
che rimane condottiero
della vita di chiunque
voglia provarsi a essere onesto
a seguirsi nella sua morale...
Sei tu il posto dove essere se stessi
dove l'anima non muore
dove trovi tutti gli amici dell'infanzia
dove non c'e'la solitudine...
Caro Supergae,
la tua mail è bellissima e dolcissima, e mi ha fatto molto piacere. Ho letto quasi settecento mail, e ho scoperto che sono moltissimi/e coloro che cercano una persona da amare che sia capace soprattutto di ascoltarli/e. Però è anche vero che siamo noi a chiuderci, a non lasciare aperti spiragli. Credo che il sesso sia uno strumento di comunicazione profonda, per esempio. Da quando ho lasciato che scorressero in me le sensazioni e le emozioni, ho scoperto che mi sono aperta anche agli altri. Esprimo fantasie e trovo che i miei uomini (o le mie donne) rispondono scavalcando le proprie difese e inibizioni. E mentre facciamo l'amore, io e loro, insieme, scopriamo che non sono perversioni quelle che stiamo realizzando: sono fantasie che esprimono desideri che, forse, non ci eravamo confessati. Siamo noi: noi veri, quelli che teniamo nascosti in ufficio. Ora, io non dico che bisogna per forza, come è successo a me, scoprire tutto d'un colpo (e tra l'altro proprio in ufficio) la liberazione dei desideri. Però provate a guardare in maniera diversa la realtà quotidiana: credo che sia piena di sottintesi, di seduzioni che s'incrociano. Fatevi coraggio: provate a sviluppare queste occasioni... P.
G. ha scritto: Paola, complimenti per il diario, ma soprattutto complimenti per quello che sei riuscita a fare. Sono sposata, ho 31 anni e un figlio. Sono insoddisfatta, e non soltanto sessualmente. Con mio marito, dopo il primo anno di matrimonio, l'eros è diventato sesso: qualcosa di fisiologico che non m'interessa più. Mi sorprendo spesso a guardare le altre donne, e rimango affascinata da quanto seducenti siano. Non so neanche perché ti scrivo questa mail, forse non dovevo. E' che non so fare. Devo lasciarmi andare?
Cara G.,
capisco che c'è di mezzo un figlio, capisco i sensi di colpa per tuo marito. E tu? Non conti niente? Posso consigliarti una cosa? Quando ti tocchi (spero che ti tocchi: è un'esperienza dolce e intima, sicura e appartata) a cosa pensi? Cosa sogni? Quelli sono i tuoi desideri. E se nei tuoi desideri appare il corpo di una donna, o il suo volto, o la voglia di assaggiarla, o il desiderio di averla in bocca, lasciati andare: non significa che tu sei lesbica esclusivamente. Prova a lasciarti andare senza compromettere la tua esistenza. Forse così sarà possibile anche riscoprire il piacere con tuo marito. O forse no: e allora sarai più conscia di quello che desideri, e più in grado di scegliere. Un bacio, P.