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BRIVIDO CALDO
Pubblichiamo il reportage esclusivo di una incursione in un club privè da parte di un clarenciano- il quale, per ovvie ragioni, ha deciso di rimanere anonimo. L'audace urban explorer è sbarcato all'interno di un club scambista. Ecco cosa gli è capitato.
"Una sera di fine giugno, ero a Milano e faceva un caldo bestiale. Ero solo, malinconico e depresso. Cercavo un'amica con cui uscire, passare la serata, bere un drink. Nulla da fare. Non trovavo nessuno. Mi ronzavano in testa strane idee, volevo un atmosfera trasgressiva, sognavo ad occhi aperti. Non volevo però trovarmi in compagnia di una professionista. Il sesso mercenario non mi ha mai eccitato. Vagavo nel vuoto del mio labirinto mentale. Finchè non mi venne in mente che esistevano dei locali specializzati. Mi collegai alla Rete. Digitai sul motore di ricerca la parola "Club Privè" e trovai subito un sito con tutti gli indirizzi di Milano. In particolare fui colpito da un club dotato di una misteriosa e fantasmagorica piscina. Si trovava appena fuori la cerchia cittadina. Presi l'auto e mi diressi in fretta e furia verso quel luogo sconosciuto. La mia fantasia era eccitata, ma non avevo alcuna idea precisa di quallo che potevo aspettarmi. Mi chiedevo anche se fosse davvero possibile trovare un'atmosfera gioiosamente orgiastica, o se al contrario si trattava soltanto di una atroce montatura. Arrivai nei paraggi del locale. Trovai solo una modesta insegna che indicava la svolta necessaria per raggiungere il posto. Si trattava di una palazzina di piccola dimensione. Il parcheggio era retrostante l'edificio. Trovai un numero altissimo di macchine. Pensai perciò che il club fosse affollato e mi decisi a entrare. Non si udiva nessun rumore. Il luogo non era particolarmente illuminato. Un brivido di angoscia mi saliva su per la schiena. Ma la curiosità mi divorava. Suonai al citofono e mi fu subito aperto. Aprii il portone e scesi giù per una breve scaletta. Al fondo trovai una signora di mezza età seduta dietro un botteghino: "Il signore sa già di che locale si tratta?" Questa domanda, in realtà, mi rassicurò sulle mie aspettative. Dissi, ostentando una certa goffa tranquillità, che sapevo benissimo in quale posto mi trovavo. Dopo mi chiese di pagare. Trecentomila lire tonde tonde. Cacciai il grano a malincuore, non ero certo ricco. Ma dovevo al più presto varcare la soglia che mi separava dal piacere agognato. Entrai, vidi subito una discoteca bizzarra. Sulla pista da ballo alcune signore e signorine si dimenavano oscenamente. Attorniate dagli sguardi lubrichi e dai gesti smaniosi di gruppi di uomini in giacca e cravatta. Una donna addirittura ballava nuda, con il viso sudato e giocondo. Era inebitita dall'estasi sessuale che era in grado di alimentare. C'erano degli schermi giganti, sui quali erano proiettate ossessivamente delle sequenze di fistfucking. Niente male davvero, sogghignai tra me e me... Mi diressi al bar e ordinai un Daiquiri. Le consumazioni erano gratuite. Sorseggiavo il cocktail seduto sullo sgabello. Mi godevo la scena diabolica. Mi accorsi che un altro stava facendo la stessa cosa. Tranne il fatto che si accarezzava il membro sotto i pantaloni. Fui in po' disgustato. trangugiai il drink quasi d'un fiato. Vidi un gruppo di persone uscire da una porta. Mi diressi anch'io verso quella via di salvezza momentanea. Poi fui colpito da una visione inaudita. Vidi la piscina, quella reclamizzata nell'annuncio pubblicitario che avevo consultato. Decine di persone sguazzavano nude nell'acqua tiepida. Alcune si avvinghiavano tra loro. Alcune addirittura copulavano. Sia in acqua, sia sul bordo della vasca. Non si udiva più la musica. Solo il rumore sordo e spasmodico degli orgasmi multipli. Mi svestii rapidamente e scesi nell'acqua. Ero folle dal desiderio di partecipare alla kermesse collettiva. Fui afferrato du una donna bionda e procace, sulla quarantina... Subito mi accorsi sdi essere stato coinvolto in un mucchio convulso di abbracci e di baci. Tornai a casa mezz'ora dopo. Non sapendo bene se era stato un sogno o un incubo."
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