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La vagina in vetrina era lì a simboleggiare il senso della vista in chiave erotica. Poco oltre ecco il senso del gusto: altro vano chiuso da un vetro, che mostra una sorridente donna mascherata vestita di ciupa ciupa. Ressa per ammirare la sua cellulite. Di fronte, altro vano ma niente ressa. Il senso del tatto vi campeggia, ed il vano ha una apertura attraverso cui è possibile infilare le mani per palpare un culetto. Ma è il culetto di un uomo. Parità dei diritti o trovata spiritosa? I tabùnauti lo fotografano, visto che nessuno se lo palpeggia. Forse le utenti di tabù lo apprezzeranno.
Birre in mano, i tabùnauti un po' frastornati passano nel secondo capannone. Sul palco, una stupenda ragazza mostra le sue grazie. I tabùnauti sfuggono alla malìa dello spettacolo e con indomito professionsimo cercano di scoprire il nome della star. Sgomitando, raggiungono un buttafuori che borbotta un "che ne so". Il pubblico se ne sbatte del nome, si accontenta del suo corpo. Il giro a bordo palco permette alle prime file di allungare mani, labbra e lingue un po' dovunque. Lei, bellissima e imperterrita, si offre sorridendo. Un altro buttafuori controlla che nessuno esageri. Gli esclusi dal contatto delle file dietro mugugnano, i tabùnauti fanno spallucce e proseguono il loro giro.
Stand Nuvola Nera: a turno, due paia di tette sono in offerta per il pubblico. Mani, bocche e lingue ancora all'opera. Come facciano a gustarsi il contatto tra gomitate e lampi di fotografi-vojeur è dura da capire. Del resto hanno pagato il biglietto per questo. Igino si fa coraggio, affronta la mischia e raggiunge una delle ragazze in offerta. Lei si aspetta mani e lingue addosso, Igino cerca di fissare una intervista in backstage. Entrambi ne escono delusi. Skorpio si affretta a consolare Igino con una birra, il pubblico si affretta a consolare la ragazza col suo calore.