Lo studio dei sessuologi americani lancia l'allarme, l'anoressia sessuale dilaga. Rischiamo l'estizione? Lo abbiamo chiesto al Dott. Roberto Bernorio, psicoterapeuta esperto in problematiche sessuali.
Dottor Bernorio, secondo lo studio pubblicato sul Journal of American Medical Association il 33% delle donne negli USA soffre di parziale o totale assenza del desiderio sessuale. In Italia non abbiamo studi cui fare riferimento, si parla del 3% di casi gravi e del 15% soggette a disturbi permanenti del desiderio...
"Così poche? Io annuncerei un 40% senza scherzare. Ritengo che il problema del calo del desiderio si possa considerare il più grande dei problemi legati alla sessualità del nostro secolo. Siamo di fronte ad un crollo spaventoso del desiderio."
Le stime concordano nel sostenere che questo problema riguardi soprattutto la popolazione di sesso femminile. Perché le donne non ne hanno più voglia?
"Le donne sono maggiormente esposte a questo rischio per una serie di fattori: anzitutto per le donne la sessualità è meno pulsionale, maggiormente correlata a fattori emotivi e necessita di affettività. L'uomo si "accontenta" più facilmente, la donna è più fragile e più selettiva. È inoltre maggiormente vulnerabile per via della maternità. E' assai frequente un netto calo del desiderio nel passaggio da donna-amante a donna-madre, e soprattutto in presenza di ripetute gravidanze tale calo del desiderio può diventare permanente."
Un problema fisologico quindi?
"Principalmente sì, in particolare per la donna. Non dimentichiamoci poi della menopausa. La menopausa produce un calo della produzione ormonale ed è direttamente responsabile di un calo del desiderio sessuale. Se il campione dello studio del Journal of American Medical Association va dai 18 ai 59 anni abbiamo una media di dieci anni di menopausa al suo interno. Che poi vi siano importanti fattori socio-culturali da considerare è ovvio."
Menopausa, gravidanza, maggior necessità affettiva. Questi sono fattori che esistono da sempre. Insomma, questa "anoressia sessuale" è una scoperta dell'acqua calda?
"Direi di sì. Il calo del desiderio è un fatto serio e da tempo rilevato e studiato. Il termine anoressia sessuale mi sembra un termine più folkloristico che scientifico."
Il termine viene anche spiegato dalla psicoterapeuta Maria Rita Parsi nel parallelo tra anoressia alimentare e sessuale...
"Non mi trovo assolutamente in accordo con questo paragone. Nella anoressia alimentare la donna non mangia perchè si vede grassa, questa dinamica non è trapiantabile nella sessualità. Non ritengo possibile un parallelismo con il calo del desiderio. Si puo' semmai notare come le donne anoressiche possano, proprio per squilibri ormonali correlati all'anoressia, avere anche un netto calo del desiderio. Ma le dinamiche che originano anoressia alimentare e calo del desiderio sessuale sono profondamente differenti."
In merito al calo del desiderio, Maria Rita parsi punta il dito sulle chat erotiche, che vengono definite: "la massima espressione della mentalizzazione tipica dell'anoressica, del suo delirio d'onnipotenza, della sua angoscia di controllo totale." Secondo lei, internet fa male all'eros?
"Mi trovo in totale disaccordo. Il desiderio nasce dal divieto. Nella nostra società la sessualità, il corpo, sono esibiti continuamente. Questa sovraesposizione provoca una ovvia assuefazione e un relativo calo del desiderio. Nella chat, al contrario, spesso si recupera la capacità di immaginare, di rivitalizzare la propria fantasia erotica che questo eccesso quotidiano di esibizione tende a deprimere. Torna quindi possibile erotizzare l'altro proprio grazie al limite dello schermo. Vi sono, è ovvio, anche una serie di limiti non indifferenti nella chat erotica. Primo tra tutti la limitatezza di canali comunicativi. In questo senso, dove vissuta come unica forma di erotismo, la chat può produrre una serie di disturbi anche gravi nella capacità di comunicare in maniera più globale."