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"Questo settore è ad oggi principalmente gestito da uomini, e dedicato ad una clientela maschile. Il mio scopo è fornire prodotti che interessino alle donne." Minori Kitahara ha le idee chiare. Poco più di 30anni, un fisico da modella e uno splendido sorriso, è oggi la responsbaile generale del Love Piece Club's, già più che nota azienda nel campo dei sex-toys. "In ogni tipo di settore le donne hanno un vasto panorama di scelta di prodotti dedicati alle loro necessità, mentre c'è decisamente poco se parliamo di beni e servizi relativi alla sessualità." Kitahara ha avviato la sua attività in uno dei distretti centrali di Tokio nel 1996 con il motto: "un passo verso la liberazione della sessualità femminile". La giovane imprenditrice e manager ha studiato femminismo alla Università di Tokio, e cosndiera i sexy shop imperanti a mezza strada tra il meschin oe il grottesco: "Tutti quei ridicoli giocattoli, dorati o colorati di rosa, esposti con nomi osceni e per nulla affascinanti mi fanno vomitare". Come i tradizionali sexy shop che vendon oancora quel materiale si siano tentati di adattare alle esigenze di un pubblico femminile assumendo commesse e aumentando l'illuminazione nei negozi è seocndo Kitahara: "semplicemente grottesco". "Questi oggetti sono creati da uomini, che ritengono ingenuamente e in modo ridicolo nella mitologia che considera il sesso come l'inserimento di un pene in una vagina. Così ritengono che un dildo debba essere grosso e duro per soddisfare una donna." In netto contrasto con questo genere di sex-toys, Kitahar ha disegnato e realizzato un diverso modello di vibratore. Ispirandosi alla novella "Oyayubi P-no Shugyo Jida" (L'allenamento dell'alluce di P) scritta da Rieko Matsuura, in cui una donna utilizza il proprio alluce per penetrare se stessa e il proprio compagno, ha realizzato un vibratore che si applica sul dito medio. Il prodotto, chiamato P-labia, è uno dei più venduti al Love Piece Club, dove il sesso è considerato un mezzo per rilassare il copro e la mente delle donne. Il sito web offre oltre 500 differenti oggetti in vendita online, e oltre settemila sono i clienti nel database. "Anni fa era comunemente ritenuto molto squallido che una donna acquistasse un vibratore per se stessa," rileva Kithara, "ma oggi vedo che finalmente le cose stanno cambiando."