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Porn Experience - A Roland Barthes avrebbero fatto venire l'orticaria e a Andy Wharrol l'acquolina in bocca. Scaturiti da qualche recondito sotterfugio della Rete, sono gli adepti di una nuova rivoluzione estetica. Si autodefiniscono Porn Designers e stanno formando una comunità che è sempre più vasta. Che cosa vogliono? Semplice: fare della pornografia una vera e propria forma d'arte.
I tronfi trattatisti che negli anni '50-'60 ci hanno insegnato che la pornografia non era cosa buona, si stanno probabilmente rivoltando nella tomba. L'estetica del secondo Novecento ha sempre dato per scontato che, mentre l'erotismo è una forma d'arte perché provoca dei processi mentali, la pornografia costituisce invece una becera manifestazione di voyeurismo, in quanto causa solo processi ormonali (e conseguenti azioni manuali). Tutti a guardare film e vhs porno quindi, ma solo per pruriginosa e sana eccitazione, non per fare un'esperienza culturale alternativa. Questo fino a ieri. Poi è arrivato il porn design. I suoi fautori, novelli avanguardisti che usano Photoshop al posto del pennello, sono convinti che anche la pornografia abbia diritto di entrare a far parte del club delle sette Muse. E, per dimostrarlo a tutti, creano e diffondono in Rete raffinatissime elaborazioni grafiche che hanno il sapore ribelle, giustappunto, delle avanguardie di inizio secolo. Solo che, in questo caso, il punto di partenza sono due o più corpi che si compenetrano l'uno all'altro profondendo un gran dispendio di energie. Il momento dell'amplesso, mostrato in tutta la sua carnale naturalezza, viene elaborato, quasi affettato. Il designer si prende estremamente cura della rappresentazione del corpo, attorno al quale costruisce un contesto che spesso e volentieri ha un rapporto estraniante con il l'atto sessuale stesso. Roba vecchia di un secolo, potrebbero obbiettare gli appassionati della Secessione Viennese. In realtà, la rivoluzione è forte e non va sottovalutata. Nessuno ha ancora formulato un trattato ufficiale di questo nuova estetica; ci sono solo siti indipendenti che, una volta messi in Rete, si sono resi conto della loro reciproca esistenza e hanno formato spontaneamente una sorta di gigigantesco webring. Non è facile accedervi, se non si conoscono i canali giusti. I porn designers sono timidi, spesso lavorano per comunità ristrette e conosciute soltanto da una certa rete "underground". E non è un caso che sia proprio Clarence a parlarvi per la prima volta di un fenomeno estetico che, nei prossimi mesi, è destinato a conquistare spazi e riconoscimenti sempre più ampi. Fatevi un giro sulle foto qui sotto e date un'occhiata ai lavori che vi proponiamo. Siete liberi di scegliere tra le due prospettive: pornografia uguale voyeurismo o pornografia uguale prodromo artistico. Comunque la pensiate, resta il fatto che questa nuova tendenza ha innovato una prospettiva estetica inusitata. Basta questo, forse, per farle meritare il titolo di "arte"?
La Maya Desnuda immortalata dal pennello di Goya è una Venere moderna e intangibile, è Arte sublime e incontestabile. Picasso che dipinge i bordelli cubisti rivoluziona l'arte moderna. La pedofilia lussuosa ed enigmatica di Balthus costringe torme di cittadini cosmopoliti a file di ore per far ammirare una sequenza interminabili di bambine viziose e turpi adolescenti...
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Se ancora non vi basta, vi forniamo un'ulteriore forma di espressione dei porn designers, le ormai celeberrime sex icons. Sono molto difficili da realizzare, ed è per questo che in Rete stanno spopolando. Eccole qui, pronte da scaricare.
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