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Perchè una legione imbizzarrita di bellezze planetarie adagia le proprie grazie più segrete sulla calda lastra dello scanner domestico? Quale enigmatico complesso nevrotico e libidinale agisce sulle menti vogliose di migliaia di patite dell boobscannering? Ecco un mistero per esteti. Clarence vi propone una delirante lettura misteriosofica del gigantesco fenomeno della tecnofilia erotomane da parte dell'inquietante Helena Velena:
IL SESSO CYBERNETICO DEI TELEMATICI
Chi invece già iniziato/a al mondo dell'informatica e della telematica
generalmente impermeabile all'abuso del termine virtuale, ma spesso
subisce il fascino dell' aggettivo, o meglio del prefisso "cyber", che
comunque molto più corretto per andare a definire tutta una serie di
pratiche di comunicazione digitale, non ultima quella del sesso.
Cybersex quindi una formulazione del rapporto che intercorre tra il
sesso e le tecnologie di comunicazione, usate appunto per una pratica di
allargamento dei propri orizzonti sessuali, piuttosto che per fare sesso
tout curt.
Comunicazione quindi, e di conseguenza interazione.
Chiaro perciù che una grande parte del software erotico oggi presente
sul mercato sia decisamente insoddisfacente e deludente, come ben
faceva notare Deirdre Laeng alcuni numeri fa. Il livello di interattività
spesso nullo, il grado di eccitazione prodotto decisamente proporzionale
al basso livello di risoluzione delle immagini, alla fluidità di scorrimento
delle animazioni ed alla dimensione delle finestre di visualizzazione di
Quicktime.
Certo, per quanto riguarda gli slide shows di bionde pin ups californiane
la risoluzione ottima, ma non si capisce che abbiano in più tali
immagini rispetto alla loro versione cartacea da cui sovente sono
scannerate.
Il problema che questi prodotti sono ancora una volta indirizzati ad un
pubblico generalmente maschile per un uso titillatorio, sia sessuale che
puramente tecnico. Spesso infatti più che ad eccitare in senso fisiologico
il computer user, finiscono solo per gratificarne l'idea squisitamente
cerebrale di umanizzare ulteriormente la sua macchina rendendola
"erotica", dimostrando sovente più a se stesso che non agli amici di come
sia ormai lontana l'era della command line di DOS-iana memoria.
In realtà il cybersex si esplica principalmente attraverso le reti
telematiche come momento di comunicazione tra due o più soggetti reali,
piuttosto che come un rapporto solitario tra un utente ed il suo
computer. Ciù non toglie ad esempio che una vecchia adventure testuale
o, se ci si accontenta, una qualunque release di Leisure Suit Larry non
possa essere divertente (al di là dei suoi toni apertamente sessisti)
anche in assenza di un utente reale dall'altra parte del terminale, ma
certo il sesso si compone di tutta una serie di sollecitazioni cerebrali e di
stimoli emozionali che solo una persona reale sa produrre. Per non
parlare degli stimoli fisici.
FARE SESSO COL COMPUTER O UN COMPUTER PER FARE SESSO?
Il che starebbe poi a dire che il problema non sta tanto nella qualità di
rappresentazione del software, ma nell'hardware vero e proprio. Se
utilizziamo la metafora secondo la quale il nostro corpo un hardware
mentre software l'insieme di idee - pulsioni - comportamenti -
desideri - progetti - "programmi" - che girano nella nostra mente [la
dottoressa Lisa Somma dell'Università Orientale di Napoli suggerisce che
nella mia mente sta girando da alcuni mesi un programma di morphing
che fonde e muta per l'appunto le caratteristiche dei due sessi, ma
questo un altro discorso], ciù che serve per fare veramente sesso un
altro hardware. Quindi, o un'altra creatura sintetica, sia essa un
replicante, una donna bionica, un sintezoide, oppure, fuor di metafora,
un hardware da applicare sul nostro corpo che possa essere guidato da
impulsi remoti provenienti dal terminale di un'altra persona ma anche,
perch no, da un programma software.
Il Cyber SM, la tuta che stata presentata ad Erotica 94 a Bologna il 7 ed
8 Maggio, di questa seconda
possibilità ne è il primo e concreto esempio.
Va comunque detto che l'immaginario umano si cimentato con l'idea
del cybersex ben prima che la microelettronica e la tecnologia digitale
permettessero la realizzazione di tute quali il cyber SM.
Fin dall'automa di Democrito, per passare alla Caracas, la "moglie di
Gogol", alla bambola a molla con grammofono incorporato di Brjusov, agli
Spielkorper di El Lisickij, o alla Biomeccanica di Mejerchùl, l'idea di
creare un essere artificiale, meccanico, in pratica un hardware umano
interattivo con cui soddisfare pulsioni e specifici desideri sessuali ed
emozionali ha sempre titillato la mente umana. Nel 1886 Villiers De
L'Isle-Adam pubblicù un romanzo, l'Eve Future, che narrava della
creazione di una creatura femminile, Miss Hadaly, "non una donna ma
un angelo, non un'amante ma un'innamorata, più che una realtà, un
ideale", con un'estrema dovizia di particolari tecnici rispetto al
funzionamento del meccanismo, sicuramente di grande interesse e
soddisfazione per gli hackers e gli smanettoni di elettromeccanica
dell'epoca. Si parla infatti di una rete di filamenti ad induzione linkati
insieme come una tela di nervi e vene, ma anche di "dischi dorati
(antenati dei nostri cd rom argentati)" contenenti fino a sette ore di
materiale audio atto a formare tutti i pattern vocali e le intonazioni di
voce possibili.
Ispirato da questi scritti, il surrealista francese Hans Bellmer nel nel
1936 progetta e costruisce la "Bambola", andando a teorizzare, e
applicare nella sua produzione pittorica, la tecnica del morphing.
E sempre sul versante sesso & tecnologia, curioso, oltre che
decisamente profetico, notare l'incredibile uso da parte di Bellmer del
termine "virtuale", applicato sia alla grafica ed alla pittura, ben prima
che il rendering 3D ed i mondi immersivi in VR fossero un elemento
dell'immaginario quotidiano, sia alla percezione della sessualità nei
confronti della sua creazione, ancora una volta ben prima che si
cominciasse a parlare concretamente di cybersex.
D'altro canto, va detto che anche il livello meno appariscente e mediatico
del cybersex, ma certamente più praticabile e praticato con grandissimi
risultati, cio il livello lo tek delle conversazioni telematiche, in un
certo qual modo sempre esistito, anche quando non esistevano
tecnologie atte alla telepresenza o all'interazione comunicativa remota in
tempo reale.
Sostanzialmente il primo proto "network telematico" fu quello creato
dalla famiglia Thurn und Taxis o meglio da Omero Tassis, che nel 1290
organizzù i suoi primi servizi di staffette nella regione bergamasca, per
poi dare origine ai servizi postali che oggi conosciamo. E fu proprio la
posta, tramite le missive, ad aprire il cuore ed i desideri pulsionali delle
persone che scrivevano ad amanti lontani o a oggetti del desiderio,
fremente e vibrante, che ha creato anche molte delle più belle pagine
della storia della letteratura erotica e non. Considerando quindi che la
cosiddetta "snail mail" sta ormai entrando sempre più in disuso,
aspettiamoci fra breve di comperare, invece che libri di lettere e
carteggi di autori o amanti famosi/e, i dischetti con i logs delle loro
conversazioni telematiche, siano esse sull' IRC di Internet o su
qualunque messaggeria erotica del videotel italiano.