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Fa un freddo cagnesco a Milano questo dicembre. Incontriamo Valentina inguainata in un cappotto di pelle col pelo attorno al collo, scarpe basse e guantoni da boxe antigelo. Non esattamente l'immagine di una modella fetish, ma gli occhi sono quelli delle foto: ammiccanti, intensi, profondi. Ci si rifugia in una cafeteria messicana, Skorpio si ingozza di tortillas e birra rossa mentre Valentina sorseggia con stile una margarita. Sciolto il ghiaccio accumulato per la strada, si può partire con l'intervista a base di crema catalana.
Modella fetish: c'è una scuola? come si inizia?
Tutto inizia dalla biancheria intima. Poi il punk, lo stile dark, il gothic, la pelle...
La biancheria intima la indossano tutti tranne Sharon Stone...
Ma io amavo indossarla, a 14 anni indossavo guepiere, calze e reggicalze. Lo facevo per me prima di tutto. Il mio ragazzo ci era andato fuori di testa (ride): abituato ai calzettoni di spugna...
Come sei passata alle foto, all'esibizione?
Ho inziato col mio ragazzo, fotografo dilettante. Le prime foto me le ha fatte lui. Le abbiamo fatte vedere in giro, le riviste le hanno gradite, così sono passata ai fotografi professionisti. Sono stata ritratta da Trevor Watson, Peter W. Czernich, Lidia Poppeil Fibret, James Drury per conto di riviste di primo piano, come Marquis, Heavy Rubber, Skin Two e [nu]. Due artisti mi hanno anche dedicato disegni e dipinti: Saturno Buttò e Matteo Cagnola.
Il nome da dove viene? Nulla a che vedere con Crepax?
(ride) No, niente a che vedere. Lo ho scelto così, mi piaceva il suono. Ed è il nome che voglio dare a mia figlia, quando e se ne avrò una...
Una figlia, una famiglia. Obiettivi "normali". Ti consideri una persona strana? particolare? morbosa?
Mi sento una ragazza normalissima, faccio il mio lavoro perché mi piace mettermi in mostra. Ho un feeling con il latex, se recitassi si vedrebbe. Ho anche un lavoro di "copertura". Quello che posso dichiarare in pubblico quando me lo chiedono fuori dall'ambiente. L'italia è ancora molto bigotta. I miei genitori ad esempio sanno dei vestiti, della mia passione per il latex, ma non del resto, delle riviste, delle feste, dei dettagli. Non c'è ragione di imbarazzarli dopotutto.
Il fetish è spesso molto materico, legato all'abito, alla stoffa - almeno nel tuo caso: che materiali prediligi?
Di tutti i materiali prefersico il latex. Amo sentirlo aderire sulla mia pelle. È un materiale molto elastico, si adatta al tuo corpo, lo ridisegna dalla testa ai piedi. Segue le forme, evidenzia alcuni aspetti, ne maschera altri. E' un materiale molto crudele: esalta la temperatura che c'è: se fa caldo ti soffoca, se è freddo ti fa gelare. Ma lo amo anche per questo. Poi mi piacciono la pelle, il PVC, i corsetti, il metallo.
Metallo?
Ho una cintura di castità, una Surrender in metallo sagomato. Te la fanno su misura, vengono a casa tua e ti prendono le misure perché sia adatta al tuo corpo.
Business e piacere:
Io ne ho sempre voglia. Mi viene naturale posare, andare alle feste. Il business consiste in fotografie e presenze pagate. Presenziare alle feste nei locali, per fare "immagine", alle sfilate fetish, o posare con i fotografi che lavorano per le riviste fetish, ma anche per gli amateur, gli appassionati che richiedono un servizio fotografio specifio per uso personale. Faccio firmare loro una liberatoria che li impegna a non pubblicare nèpubblicizzare le fotografie, sono molto professionale. Questi lavori mi piacciono così tanto che talvolta accetto di essere pagata con gli abiti del servizio.
Il tuo lavoro, in Italia e all'estero. C'è differenza?
Ho lavorato in Germania, Inghilterra e Italia. Tra esse c'è un abisso. In Italia siamo al medioevo, si sta inziando adesso a sviluppare una scena fetish decente. In Germania e inghilterra è considerata una cosa assolutamente normale, accettata, intrigante. Il fetish è distinto dall'SM all'estero. Qui è ancora totalmente collegato con il circuito SM, e anch'esso ha ancora una connotazione tremendamente artigianale, di basso livello. Si sta iniziando adesso a promuovere qualcosa di bello anche qui. Paprika ad esempio sta facendo delle cose molto belle. Spero si prosegua su questa linea, è tempo di uscire dal casalingo.
Fetish, sadomaso, BDSM, c'é tanta differenza?
Il fetish non comprende i ruoli, il focus è la sensazione personale, intima. Non è obbligatorio fare dei giochi, si tratta di uno stare bene con se stessi anzitutto, poi viene il pubblico, l'esibizione.
Una sfilata quindi. Un fenomeno puramente modaiolo?
No, non solo modaiolo. Certamente esibizionista, il fetish vive delle sua visibilità, delle copertine, del pubblico che osserva. Ma c'è una radicale differenza con i servizi fatti da modelle che non *vivono* il fetish. Se la modella recita, si vede. Si vede negli scatti, si vede ancor di piùdal vivo. Io lo faccio perché mi piace, altrimenti mancherebbe il sentimento. Io sento caldo, freddo, la sensazione di costrizione attorno al mio corpo, e mi piace. Questo restituisco all'occhio che mi guarda. Non troverei nulla di interessante nell'indossare abiti "normali" per un servizio. Li evito per scelta.
Il fetish e il sesso:
Vanno assieme perché spesso, anzi sempre, il fetish eccita. Il glamour, la biancheria, il tacco alto, la calza con la riga (Skorpio sospira - NdR). Però non sempre alla scena fetish segue il sesso. La sensazione di piacevole eccitazione è già un fine a sé stante. Il latex poi in particolare è delicato, fare sesso indossandolo diventa complicato, te lo assicuro (ride)
Ti crediamo sulla parola
No, davvero, più di una volta ero così preoccupata di non strappare l'abito che indossavo da finire col distrarmi e perdere gran parte del piacere che provavo nel fare sesso. Gli abiti di latex, gli accessori fetish in latex non sono i guanti di gomma con cui si lavano i piatti. Vanno curati, trattati nel modo giusto perché si mantengano belli. Io tengo ogni vestito separato dagli altri dentro sacchi di plastica, divisi per gruppi: nero con nero, bianco con bianco, colorato con colorato. Occorre averne molta cura. Io amo i miei vestiti (ride)
Cosa odi della scena?
Il "casereccio" della scena italiana. Il SM da cucina, coi mollettoni del bucato. Manca stile, è una fiera del volgare. Ma si sta cercando di migliorare, dei segnali ci sono. Basta però con queste foto casarecce, di infimo livello. Il fetish ha un'anima raffinata, elaborata. Per questo lo amo.
Cosa ami della scena?
Il modo in cui si concepisce il fetish, naturale, un puro piacere senza secodni fini, legato al puro divertimento.
Domanda marzulliana: un libro, un film, una canzone:
"What a wonderful world" di Louis Armstrong. Il film: "Barb Wire", con Pamela Anderson. Non va ascoltato, non è un film vero e proprio, ma gli abiti che indossa lei sono stupendi. Per il libro scelgo "La variante di Lunenburg", di Maurensig. Un po' datato ma sempre piacevole.