Anche chi non ha mai visto un film hardcore ricorda almeno un titolo: "Gola profonda".
Un vero fenomeno di massa che nel 1972 ha raggruppato coppie sposate, signori distinti, dirigenti, intellettuali, uomini d'affari, oltre naturalmente agli abituali frequentatori delle sale hard. È uscito in questi giorni in Italia il primo libro monografico dedicato al film porno d'autore, "Gola profonda, la pornografia prima e dopo Linda Lovelace" raccontato da Piero Calò e Giuseppe Grosso Ciponte.
Una donna, Linda Boreman, in arte Linda Lovelace, bruttina - portava sul volto i segni di un incidente stradale - che possedeva gli organi del godimento sessuale nella cavità orale e un regista, di origine italiana, Gerard Damiano, ex parrucchiere di Queens con nessuna esperienza cinematografica di rilievo alle spalle. E allora? Piccoli misteri della storia del cinema che permisero alla Lovelace di diventare famosa oltre che per meriti "artistici" per le numerose e scandalose biografie.
Purtroppo, della star del re di tutti i porno film, dobbiamo registrare la prematura morte, avvenuta a soli 53 anni in seguito alle ferite provocate da un incidente d’auto avvenuto lo scorso 3 aprile.
Al momento del decesso, in un ospedale di Denver, accanto a Linda c’erano i suoi due figli e il suo ultimo compagno, Larry Marchiano, col quale era rimasta in ottimi rapporti dopo il divorzio avvenuto nel 1996.
Dopo l’imprevisto successo di “Gola Profonda”, la vita della Lovelace sprofondò in un baratro fatto di droga, alcol e prostituzione. Come lei stessa raccontò nella sua autobiografia del 1980 “Ordeal”, il suo ingresso nel porno avvenne sotto la costrizione violenta del suo primo marito, dal quale divorzio nel 1973. Negli anni successivi, Linda fu protagonista di una vera e propria crociata contro il mondo del porno, che sfociò in convegni nelle Università e nei circuiti femministi e nella sua testimonianza alla commissione d’inchiesta del Congresso sulla pornografia.
La Lovelace non guadagnò un soldo per “Gola Profonda” e il suo ex marito alla fine ottenne solo 1.250 dollari. Il film incassò oltre 600 milioni di dollari e divenne un vero e proprio fenomeno di costume (persino l’informatore di Woodward e Bernstein, i due giornalisti del “Washington Post” che scoprirono il Watergate, fu soprannominato “Gola Profonda”!).
“Mi guardo allo specchio e mi sento più felice che mai” disse in un’intervista del 1997. "Non mi vergogno del passato e non sono triste. E quello che la gente pensa di me, non è la verità. Mi guardo allo specchio e capisco di essere sopravvissuta”.