Il termine significa cambiare, tanto più che, proprio nell'antica Roma "mutatori vestes" stava per "cambiarsi d'abito".
L' antenato delle mutande era il subligaculum, usato soprattutto da ballerine e atleti, che, per le loro attività molto movimentate, si trovavano spesso a mostrare le loro parti intime durante gli esercizi o le danze; si trattava di un pezzo di lino allacciato intorno alla vita e passato in mezzo alle coscie. Non portavano niente, invece, matrone e senatori, e neanche le popolazioni barbare, pare, ne facessero uso, visto poi, che gli uomini, portavano una sorta di pantaloni.Tutte le altre popolazioni antiche usavano una specie di perizoma.
Il Medioevo
Le donne vissute nel Medioevo non portavano nulla di simile alle mutande perchè pensavano non facessero "prendere aria"; al limite, indossavano le sarabullias, simili agli odierni slip e sfoggiati solo per le festività da nobildonne e potenti, visto che il popolo, funestato com'era da miseria, malattie e carestie, a stento viveva, figurariamoci quanta attenzione prestasse alla biancheria...
Molto in voga, invece, sempre e soltanto, tra le nobildonne (e soprattutto tra i loro padri e mariti...) la cosiddetta cintura di castità, usata sia come impedimento ad accoppiamenti sgraditi delle donne quando i loro uomini partivano per la guerra (se poi si pensa che di guerre ne scoppiava una al mese...), sia come autodifesa per le donne stesse, dalle violenze in caso di invasioni o saccheggi quando si trovavano da sole.
La leggenda vuole che questo vero e proprio strumento di tortura, sia stato importato dai Crociati, in un tempo in cui la donna era considerata esclusivamente una proprietà maschile.
Si trattava di un arnese di ferro, che cingeva la vita proprio come una cintura, mentre due capi, che partivano dal centro davanti e dal centro dietro, venivano uniti tra le gambe e chiusi a chiave; lo svolgimento di tutte le funzioni biologiche, compreso il ciclo, era assicurato da una serie di fori piccoli e stretti.
Testimonianze del tempo riportano -"erano fatte così abilmente che non era possibile che la moglie, una volta così imbrigliata, potesse liberarsene per prendersi quel dolce godimento"-.
Dal 1400 al 1600
Nel 1400 una parte importantissima del guardaroba maschile, introdotta già nel secolo precedente, era la braghetta, una sorta di astuccio per il sesso, nata inizialmente per lasciare libera e scoperta quella parte del corpo tra le calze e la camicia. In un primo momento non era molto evidente e si lasciava ricadere tra le gambe, poi, man mano, gli uomini, fieri di ostentare così scopertamente il fulcro e l'orgoglio della propria sessualità, cercarono con tutti i mezzi di renderla il più appariscente possibile, rialzandola e "amplificandola" grazie ad imbottiture, decorazioni, tessuti preziosi e ricamati, applicazioni di perle e piccoli gioielli, senza preoccuparsi minimamente dell'evidente volgarità di tutto ciò; infatti, se questi stessi uomini erano pronti a condannare e punire donne troppo scollate o con vesti un pò più corte del dovuto, nessuno si preoccupò mai di questa ostentazione pacchiana ( e a volte veramente ridicola...) della braghetta.
Neanche nel XVI nel XVII secolo le mutande ebbero molta fortuna. La Chiesa, in pieno periodo di Inquisizione, protestanti e co. le riteneva strumenti "satanici e libidinosi", le donne le consideravano troppo audaci e adatte solo alle libertine e alle prostitute, e, come se non bastasse, dagli uomini, le mutande femminili, venivano ritenute scomode, scabrose e soprattutto inutili, anche se in un documento, datato 1568, contenente la lista degli indumenti di Maria Stuarda, si parla di ben quattro paia di mutande.
Dopo un pò però, le leggi vennero riviste e le mutande divennero obbligatorie, oltre che per le donne di piacere, per le attrici e le cavallerizze, visti gli indecenti spettacoli offerti, se qualcuna cadeva da cavallo...
Dal 1700 agli anni Settanta
Il Settecento, passato alla storia, soprattutto in Francia, come secolo libertino per eccellenza, ci ha tramandato le avventure e le opere di alcuni dei più grandi seduttori e amanti della storia (Casanova, de Sade ecc.), inoltre, proprio in quegli anni si iniziò a concepire la sessualità come un gioco, una schermaglia amorosa, un'arte.
Dame e gentiluomini si distinguevano come raffinati cultori dei piaceri della vita, un gusto rispecchiato anche nella biancheria, che in quell'epoca si tradusse in una sorta di mutandoni squisitamente decorati e spesso arricchiti da oro e argento.
Tutto il contrario di quello che invece successe nel secolo successivo, l'800, bigotto, puritano e conservatore. Soprattutto in Inghilterra, sotto il regno della regina Vittoria (1837-1901) il moralismo raggiunse livelli inauditi: si arrivò persino a fasciare con metri di stoffa le "gambe" dei tavoli, per non lasciarle indecentemente scoperte, inoltre, una signora "perbene" si sarebbe rifiutata di dormire in una stanza con il ritratto di un uomo appeso alla parete.
I rapporti tra uomo e donna si risolsero in lunghi e rigidi cerimoniali di corteggiamento: alle donne in età da marito si raccomandava di scegliere un uomo serio, paziente e di almeno dieci anni più vecchio; ci si incontrava solo in società e l'uomo non poteva rivolgersi direttamente alla fanciulla amata, si doveva prima far presentare, poi, se lei ricambiava, si iniziava con lettere, scambio di ritratti ecc. ; quando si era in coppia in mezzo alla gente lei non poteva accavallare le gambe, ridere forte o guardare qualcuno insistentemente; passato tutto ciò si era fidanzati, ma, in caso di rottura, la "parte lesa", poteva citare l'altro per danni in tribunale.
Inutile dire che i mutandoni ottocenteschi erano lunghi fino alle caviglie e non potevano nemmeno intravedersi dall'orlo delle gonne....
Il XX secolo
Sarà negli anni Venti del 1900 che le mutande si "modernizzarono" un pò, infatti le prime "mutandine nere" comparvero proprio allora, e anche se erano ancora lunghe al ginocchio, si trattava di un bel passo avanti, visto che prima l'intimo era prevalentemente bianco.
In seguito, con l'accorciarsi delle gonne e il mutare della società, dai mutandoni, si passò alle mutande vere e proprie, ancora lontanissime da quelle attuali, in quanto molto alte in vita, fatte a pantaloncino e contenitive, delle vere e proprie guaine, dal quale partivano le giarrettiere.
Alcune, negli anni '40 ancora così strette e senza apertura sul cavallo da assomigliare alle cinture di castità...
All'inizio degli anni Sessanta, fortunatamente, le guaine, pur mantendendo la loro forma, erano relizzate in tessuti più leggeri e non stringevano più, tanto da essere pubblicizzate sulle riviste, come "fine della sofferenza", oppure "non devi soffrire per essere bella", addirittura una "guaina modellatore 18 ore" veniva pubblicizzata con una ragazza ripresa nell'atto di liberarsi da un'armatura.
Alla fine del decennio le mutandine si faranno via via sempre più leggere, carine da vedere ed elastiche senza più costringere, poi con gli anni '70 e la rivolta femminista, anche se le mutande non furono così disprezzate come i reggiseni, si passò a capi veramente minimi e colorati, mentre le guaine resistevano per le donne più in là con gli anni, e per le più in carne.
In seguito alla rivalutazione della lingerie come arma di seduzione, dagli anni '80 fino ad oggi, di pari passo con il reggiseno, lo slip si è ritrovato ad acquistare sempre più importanza, declinandosi in tantissimi colori, tessuti e modelli.
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