Canta, balla, urla, salta, recita e divora: uomini e donne. Ma soprattutto strabilia. Ru Paul si è autonominata Regina delle Drag, e non ha paura di ostentare la sua natura ambigua, androgina e notturna. E' sempre se stessa anche quando è se stesso, in abiti raffinatamente americani e tanto di pelata. La sua vita, come confessa pubblicamente, è "uno splendido viaggio dalla condizione di ragazzino cresciuto a San Diego in una casa tutta di donne, fino ai fasti di un(')artista leader dello stardom di Manhattan".
Dopo il clamoroso successo del suo album on Rhino Records, Foxy Lady, Ru Paul non si è più fermata. Dal palco del suo talk show televisivo ha concesso alle platee americane di sbirciare nell'universo scintillante delle notti newyorchesi, dove la Drag delle Drag è indiscussa regina della scena.
Parla alla radio, appare un po' dappertutto, continua a stupire dall'alto dei suoi due metri, indossando perfette parrucche platinate e rinverdendo le glorie del Sixty-style, reinventato opportunamente in una versione transgender e pop. A proposito delle parrucche, scrive di sua mano la stessa Ru Paul nel suo libro (figurarsi se, tra le altre attività, si risparmiava quella di scrivere un libro...) Lettin' it All Hang Out: "Un gattino senza pelo può anche apparire frek, mentre un pavone senza piume potrebbe fare abbastanza schifo. Perciò state attenti. Scegliete la capigliatura che volete: ma sceglietela giusta".
Questa stangona marziana mozzafiato appare in diversi film, come comparsa o come protagonista. Controllare per credere. Questo è il suo carnet cinematografico: Crooklyn (1994), Red Ribbon Blues (1995), A Mother's Prayer (1995), The Brady Bunch Movie (1995), Smoke (1995), Blue in the Face (1995), Too Wong Foo (1995), WigStock: the movie (1995), A Very Brady Sequel (1996), Fled (1996), Unexpected Life (1998), EdTV (1999), But I'm a Cheerleader (1999).
Tra le frenetiche e prestigiose performance di Ru Paul, anche a fare gli analitici e gli scettici, c'è da farsi venire un capogiro. Usmando profumo di soldini, per dare un senso e una geometria al suo contagioso entusiasmo, la Diva (come ama autoappellarsi) ha deciso di realizzare un official site. Volete esserne fan sul Web? Si paga...
Classe e showbiz: anche nel dragging, l'Italia prende le mazzate dagli States. Per conferma, chiedere a Helena Velena, la reginetta del crossdressing italiano...
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