Dovremmo cominciare la recensione di questo capolavoro con una frase che suona più o meno così: "E' arrivato il miglior picchiaduro di sempre". Ma sarebbe un inizio a dir poco scontato. Ma se ci pensate bene l'ultima volta che su Game Arena o sulle nostre riviste avete letto questa frase era per commentare Tekken Tag Tournament, la terzultima volta invece era per incensare Tekken 3. Ora che è arrivato Tekken 4, non è forse del tutto scontato che il miglior picchiaduro sia questo? Quindi, avanti con la recensione e soprattutto entrata di merito di Tekken 4 nella nostra esclusiva galleria dei Top Games scalzando un altro capolavoro del genere, Virtua Fighter 4.
UN FILMATO CHE SA DI CINEMA
L'introduzione vi confermerà la veridicità del background, con la solita qualità grafica spaziale, con il corredo di luci lucette e lucine, con una musica adeguatamente coinvolgente, con una regia che fa invidia a Brian De Palma. A noi per solito non ce ne frega tanto, quando combattiamo, del perché lo facciamo, di chi siamo oltre alle mosse di cui disponiamo, di quella che è la nostra storia personale: non è che scegliamo uno per il fatto che combatte per ristabilire l'onorabilità del suo nome o per salvare la figlioletta dalle grinfie di Heihachi, scegliamo qualcuno perché ci troviamo bene con le mosse che ha e che fa. Namco, oltre a dotare ciascun lottatore di una serie di mosse precipue, di vestiti adeguati, di un look inoppugnabile, gli costruisce intorno (o meglio: dietro) una storia, un carattere, un passato. E' questo ciò che in gergo viene definito "spessore": mentre giochi non ti limiti a premere i pulsanti, ma premi i pulsanti sapendo che, per esempio, il personaggio che interpreti sta combattendo per dimostrare a se stesso di essere un vero duro, uno coraggioso.
LO STATO DELL'ARTE IN FORMATO COMBATTIMENTO
Le caratteristiche salienti di questa serie sono riproposte puntuali puntuali anche in questo episodio numero quattro (quattro e mezzo, se consideriamo pure il Tag Tournament - che comunque conta solo mezzo punto). Per primo, il sistema di combattimento è lo stato dell'arte. Il controllo è totale, come meglio illustrato in un box. La sensazione fisica, conferita dalla particolare disposizione dei tasti, è aumentata dall'efficacia degli impatti dei colpi che vediamo su schermo; ci rendiamo conto che quei due si fanno MALE, grazie ad un commento audiovisivo che ci fa sentire i lividi addosso mentre combattiamo. La tecnica e la profondità dell'azione, poi, è un altro centro di questo grande capolavoro. Puoi giocare mesi e avere bisogno di affinare ancora e ancora le tue tecniche. Ma, nonostante questo, ti diverti pure se è la prima volta che giochi, perché l'immediatezza è un'altra delle grandi e perfette caratteristiche tekkeniane…
AD OGNI ARTO IL SUO… TASTO!!!
La grande novità del Tekken, di tutta la serie, riguarda quindi il sistema di controllo. Namco si è inventata un meccanismo di lotta che impegna tutti e quattro i tasti del pad: due per i calci, divisi in calcio destro e sinistro, e due per i pugni, anch'essi distinti in pugno destro e pugno sinistro. Naturalmente potevo pure dirvi che c'erano due tasti per gli arti destri (uno per il calcio e uno per il pugno) e due per gli arti sinistri. La funzionalità di un simile approccio è totale e consente un controllo assoluto sul personaggio; nonché, coinvolge in modo furibondo, perché dà un senso fisico di "X=calcio sinistro, triangolo=pugno destro…" che ci fa diventare dei veri lottatori. Soprattutto, la risposta, la precisione e il tempismo della risposta sono altri elementi che distinguono questo gioco, e ne fanno, semplicemente, il migliore di tutti.
La grafica del gioco merita un capitolo a parte. Ma siccome io sto scrivendo una recensione e non un libro, il massimo che posso fare è iniziare un nuovo paragrafo. Le texture sono molto ben fatte e pulite e donano un aspetto eccellente ai lottatori, alle vesti e ai vari ambienti. Una nota di merito ai giochi di luce e alla realisticità delle superfici riflettenti, che in alcuni casi lasciano davvero a bocca aperta. Ogni lottatore si compone di più di 5000 poligoni e il grado di dettaglio è davvero elevato. I corpi si muovono armonicamente e realisticamente, seguendo la dinamica del combattimento.