L’Italia, si sa, è un popolo di santi e navigatori. Da quando è cominciato il fenomeno ‘Luna rossa’ la percentuale di questi ultimi è aumentata in maniera spropositata. Purtroppo, quest’anno, le acque neozelandesi si sono rivelate ostili, lasciandoci prematuramente a corto di notti in bianco e spinnaker.
SE CI FOSSI STATO IO A BORDO DI LUNA ROSSA…
Se davvero pensate che avreste potuto fare meglio di Grael e De Angelis, questo è il gioco adatto a testare le vostre abilità: a bordo di fedeli riproduzioni di barche appartenenti alle classi America's Cup, Open 60, Melges 24 e Offshore, potrete cimentarvi in regate o match race di quattro differenti lunghezze: 400, 800, 1200 e 2400 metri. Ovviamente le regate più prestigiose vanteranno le barche più grosse e veloci, ma anche le più difficili da manovrare. I percorsi di gara disponibili permettono di godersi, a debita distanza dalla riva, il Golfo di Hauraki, la Baia di Quiberon in Francia, le Needles in Inghilterra, la Baia di San Francisco e la mitica Porto Cervo. Tutti resi nello splendore di una grafica 3D priva di grandi pretese, ma ben realizzata nella sua semplicità. L’effetto visivo dell’acqua in movimento è assai efficace, e ottimi sono i modelli delle barche, ampiamente personalizzabili. Ancora più semplice, pure troppo, è il sonoro, così ridotto ai minimi termini da essere inesistente; gli effetti sonori sono invece molto realistici, e interagiscono dinamicamente con la telecamera del gioco.
MARINAI SI DIVENTA
La giocabilità è sorprendente. Basterà guardare qualche minuto le mosse dei vostri avversari per capire quando sostituire le vele o cambiare direzione. Tutte le azioni del caso sono eseguibili con pochi tasti, e si imparano presto a memoria. Ostici invece risultano i comandi dell’interfaccia, che riportano molti termini tecnici e risultano più incomprensibili del cruscotto di un shuttle (a meno di essere più che ferrati in tema di navigazione). Il realismo è notevole, quanto alle reazioni della barca agli spostamenti del timone o alle variazioni climatiche; molto meno nel calcolare le conseguenze dei contatti con le barche sfidanti. Molto gradita è la modalità multiplayer, che permette di sostituire agli asettici equipaggi computerizzati degli sfidanti in carne e ossa, con il loro bagaglio di tattiche subdole e mosse spregiudicate.
IL MIGLIORE TRA POCHI
Siamo di fronte a un gioco di nicchia. Nel suo genere è il migliore, più che altro per assenza di avversari. Il feeling delle regate è ben ricreato, sebbene il modello preferisca puntare più sulla giocabilità immediata che sull’aspetto simulativo. Questa ambiguità di fondo lo porta ad allontanarsi dall’unica fascia di utenza realmente interessata a un gioco simile, i puristi della vela. Tutti gli altri, al dì là dell’occasionale divertimento di una singola partita, potrebbero presto finire per annoiarsi dell’inevitabile monotonia insita in una regata.