Il raggiungimento del quarto capitolo per Tony Hawk’s Pro Skater è un po’ come l’arrivo dell’artista all’album di transizione, che il più delle volte significa il disappunto dei fans e determina l’uscita di un gratest hits che a sua volta significa la fine dell’artista. Un quarto episodio per un gioco seminale e importante come THPS significa proprio questo: cambiare o morire. Ma cambiare è un po’ morire. Ecco allora che THPS si trova a un bivio: dopo tre giochi abbastanza diversi tra loro (il primo è stato seminale, il secondo epocale e il terzo ha portato il gioco sulle console di nuova generazione e addirittura on-line), col quarto o si fa il botto o si muore. E THPS 4 il botto lo farà?
NON C’E’ DUE SENZA TRE E QUATTRO… MA NON CINQUE!
Impossibile prevedere quanto effettivamente piaceranno i cambiamenti che la Neversoft ha apportato al suo gioiellino. Era ovvio, però, che questi dovessero riguardare principalmente la modalità carriera, il vero cuore del gioco. Negli altri THPS era diventato quasi sfiancante il dover compleatare tutte le quest proposte con uno skater e poi rifarle con tutti gli altri per terminare il gioco al 100% e sbloccare tutte le features. Questa volta, però, le cose sono diverse: nove livelli giganteschi, ognuno con almeno una ventina di task da completare in qualsiasi ordine e con qualsiasi skater; una volta completate non le dovrete rifare. È un po’ il concetto di Aggressive Inline ( leggi la recensione), si percepisce cioè un feeling di gioco molto più giocoso piuttosto che lavorativo, come stava cominciando a diventare. Non mancano di certo vecchie conoscenze come la raccolta delle lettere S-K-A-T-E, ora affiancate da C-O-M-B-O, lettere da raccogliere anche queste ma, come suggerisce il nome, tutte durante un’unica combo!
LE TASK: CHE FORCE!
Nei livelli le quest non sono tutte preimpostate, cioè non vi vengono assegnate tutte prima di iniziare a giocare, come in un briefing. Si ottengono invece parlando con la gente per la strada: piccole sfide a tempo, gare a punteggio e alcune piccole follie che ricalcano i quest del terzo capitolo (“liberate il nerd dall’assillo dei bulli che lo prendono a palle di neve” e cose così), elevate alla massima potenza. Tipo una gara di velocità con pony express in bicicletta per le strade di San Francisco o il salvataggio di un dipingitore di steccati (non è un neologismo, è un nuovo lavoro nato in seguito all’esplosione della new economy) intrappolato da uno squalo (!?). Questi task si ricevono ‘dal vivo’ nel livello, parlando e interagendo cioè con i personaggi non giocanti che animano le città nelle quali sk8ate (si pronuncia scheitàte, con l’8 che funge da dittongo eit). Alcuni di questi PNG sono gli stessi skater che potete scegliere nel roster prima di iniziare a giocare, i soliti pro skaters (e per questo si chiamano Pro Challenge) che da anni presenziano tanto nelle competizioni quanto nei videogiochi: Chad Muska, che vi chiederà di battere le sue tre migliori combo entro un paio di minuti. O Geoff Rowley, che vi proporrà di rubare i buffi cappelli dei poliziotti londinesi. Alcune di queste task servono per incrementare i propri stat points, le proprie caratteristiche, come le richieste di Rodney Mullen che altro non sono che mini-tutorials con lo scopo di spiegarvi alcuni particolari trick. Pro Challenge non è però il massimo della difficoltà: superate queste prove ce ne sono altre, ancora più difficili, task specifici per ogni skater che fanno guadagnare i soliti stat points e anche soldi. Danari, verdoni, euri, crediti, come diavolo li volete chiamare! Punti, insomma, che vi serviranno per sbloccare tutte quelle cose cool che vi piacciono tanto: vestiti, accessori, personaggi, filmati e altro. In tutto, i goal dei livelli sono 190: mi sembra che ce ne sia proprio per tutti, anche i più esperti!
MULTIPLAYER AL MASSIMO LIVELLO
Come detto, THPS 3 ha portato la dimensione del multiplayer da casalinga a mondiale, grazie al collegamento on-line, purtroppo disponibile solo in America per PS2 e Xbox. Questo nuovo capitolo della gloriosa saga raddoppia il numero di giocatori supportati in una partita (otto invece che quattro), più una Homie List che serve per rintracciare i propri amici, scoprire se in quel momento sono collegati ed eventualmente giocare con loro. THPS 4 utilizza un motore grafico nuovo rispetto al passato, un attrezzo (in altro modo non potremmo chiamarlo) che consente la costruzione di livelli più grandi e più dettagliati rispetto al passato. E quando si dice dettagliati, si intende vestiti che si strappano, ginocchia che si sbucciano e disegni sugli skateboard che si deteriorano. Il supporto DVD viene quindi sfruttato al massimo per contenere il maggior numero di dati possibile, tra cui anche l’audio. Ecco che arrivano centinaia di file parlati, registrati dagli stessi skater che vedete nel gioco, e una colonna sonora spaventosa per quantità e qualità. Ci sono 35 brani, un misto di heavy metal old school (stiamo parlando di Iron Maiden e Cult) e nu-metal (System of A Down), vecchio rap (Run DMC e Public Enemy) e skate core (Less Than Jake, Bouncing Souls, Goldfinger). Ma per capire con quanta classe la Neversoft stia dietro a questo titolo, basta la canzone scelta come sigla iniziale. TNT degli AC/DC.