Nel mese di luglio vi avevamo dato la notizia che un misterioso mecenate aveva offerto un premio di 200.000 dollari a coloro che fossero riusciti a portare Linux su Xbox. L'identità del finanziatore, fino ad oggi nota unicamente ai membri dell'Xbox Linux Project (XLP), destò molta curiosità fra i supporter dell'open source, soprattutto perché fu chiaro fin dall'inizio che si doveva trattare di un personaggio molto conosciuto nel settore. Il nome di chi staccherà l'assegno è in effetti balzato più volte alle cronache, soprattutto per i suoi recenti scontri con Microsoft: si tratta di Michael Robertson, direttore di Lindows.com ed ex CEO di MP3.com. Robertson ha affermato di non avere nessun interesse economico nell'appoggiare il progetto open source a cui il team dell'XLP ha cominciato a lavorare fin dal 2001.
"L'ho fatto - ha asserito il CEO di Lindows.com - perché credo sia giusto che alla gente sia data la possibilità di scegliere quale software far girare sul proprio hardware".
Entro la fine di gennaio Robertson pagherà all'XLP una tranche di 100.000 dollari relativa al raggiungimento del primo obiettivo previsto dal premio: sviluppare una versione di Linux in grado di girare su Xbox. Come alcuni ricorderanno, gli hacker dell'XLP hanno centrato quest'obiettivo diversi mesi fa con il rilascio di una versione della distribuzione SuSE Linux appositamente modificata per funzionare sull'hardware di Xbox. Per ricevere l'altra metà della somma gli sviluppatori di Xbox Linux dovranno portare a termine la seconda fase del progetto: qui l'obiettivo sarà quello di riuscire a far girare Linux sulle Xbox prive di modifiche hardware. Attualmente, infatti, la distribuzione messa a punto dall'XLP richiede la presenza di un mod-chip in grado di aggirare le protezioni integrate nella console di Microsoft.