Il connubio fra la saga di Star Wars e il mondo dei videogames è nato da parecchio tempo. Purtroppo i risultati non sono stati sempre eclatanti, anzi. Fra i momenti migliori possiamo ricordare il vetusto X-Wing Vs. Tie Fighter con relative espansioni e la serie dedicata a Jedi Knight. Quest’ultima (comprensiva di ottimi momenti come quelli dedicati a Dark Forces) è stata usata come spunto per un nuovo episodio, chiamato Jedi Knight: Outcast, uscito lo scorso anno per PC (leggete la recensione) e oggi finalmente disponibile anche per Xbox e GameCube.
DA LUKE SKYWALKER A KYLE KATARN
In Jedi Outcast il protagonista del gioco non sarà Luke Skywalker, bensì tale Kyle Katarn, anche se il buon Luke non mancherà di fare qualche comparsa nei momenti cruciali dell’avventura di Kyle. Ma andiamo per ordine. Kyle Katarn è un Jedi forte e valoroso, ma dopo aver sconfitto Jerec e i suoi sei Jedi Oscuri ha rischiato seriamente di ‘cadere’ nel lato oscuro della Forza; abbandona quindi la filosofia Jedi, restituendo, fra l’altro, la spada laser a Skywalker. Anni dopo, rifattosi una vita con la bella Jan Ors, viene a conoscenza di un nuovo pericolo per la galassia; decide quindi di riabbracciare la Forza e combattere l’Impero. Per questo motivo all’inizio del gioco, sebbene Kyle sia uno Jedi a tutti gli effetti, non potrà sfruttare i poteri speciali della Forza, che invece acquisirà strada facendo nell’avventura. Una delle cose più intriganti di questo gioco, quindi, dovrebbe essere proprio la capacità di Kyle di padroneggiare nuovi poteri e apportare nuova linfa alla propria avventura. Fra queste, oltre all’immancabile spada laser, potremo spiccare balzi giganti che ci permetteranno di raggiungere locazioni altrimenti inaccessibili, supervelocità, respingere colpi con la Forza e via discorrendo. Caratteristica che rimarrà invariata rispetto a quella PC riguarda la gestione dei combattimenti con gli altri Jedi, che tanto c’erano piaciuti su PC. In una visuale in terza persona, il nostro Kyle, infatti, dovrà di tanto in tanto combattere contro qualche maestro Jedi mandato dall’Impero per ucciderlo.
PORTING E ADATTAMENTO
Trasferito direttamente dal PC, JK: Outcast non sembra aver sofferto più di tanto il porting. Tanto per cominciare, la grafica è essere leggermente più definita delle risoluzioni medio-alte che abbiamo visto girare sui PC di mezzo mondo. La sfida più grande, a nostro giudizio, è quella di riprodurre il feeling e la giocabilità che solo il mouse può dare. Non è un segreto, infatti, che questo tipo di giochi siano nati per essere giocati con il mouse e soffrano moltissimo le conversioni sulle console. Non ci sembra proprio questo il caso di JK: Outcast in cui, sebbene risulti poco personalizzabile, il sistema di controllo funziona alla grande. Di certo il sistema di puntamento con lo stick, anziché con il mouse, può creare qualche problema, ma niente che non si possa risolvere con un po’ di pazienza e di pratica che, state tranquilli, avrete modo di fare in abbondanza. Il titolo della Lucas, a tutti gli effetti, rimane comunque uno sparatutto, anche se faranno capolino sezioni di esplorazione pura, dove sarà necessario usare anche un minimo di materia grigia. In alcuni livelli, infatti, sarà necessario attivare dei codici particolari, o effettuare azioni di infiltrazione e così via. Unico comun denominatore, gli scontri armati con i rappresentanti dell'Impero, qui degnamente rappresentati da un numero quasi infinito di unità, sparse sapientemente per i livelli di gioco. A proposito di queste ultime, da notare il porting dell’eccellente Intelligenza Artificiale. delle Guardie Imperiali, non più bersagli quasi fissi, ma indiavolate schegge impazzite che vi daranno parecchio filo da torcere. A dirla tutta, il livello di difficoltà, veramente sopra la media nella versione PC, è stato leggermente abbassato, probabilmente per venire incontro a un sistema di controllo più complesso.
GRANDI PROMESSE MANTENUTE
Parlando di fascino riferito al titolo Lucas, certamente il livello di attesa per i fans della serie è altissimo. I riferimenti ai vari capitoli della serie sono ovunque, ed esattamente come devono essere. Menzione particolare alla realizzazione della spada laser e ai suoi giochi di luce, che lasciano stupiti in più di un passaggio. Altra chicca intrigantissima risultano essere le ambientazioni, prese pari pari dalla serie cinematografica. Anche se non dovremmo, ma non resistiamo, vi preannunciamo che in un livello vi troverete all’interno di un hangar della Flotta Imperiale, a girovagare fra i Tie-Fighter di dimensioni enormi, naturalmente. Fra le altre cose, la varietà delle locazioni sembra essere proprio uno dei punti di forza del gioco, dato che con nonchalance si passerà dall’interno di una base a una foresta paludosa, a un tempio Jedi. Diciamo pure che ci aspettavamo molto da questa release e le promesse sono state tutte o quasi mantenute. Su PC il titolo è stato uno dei migliori shooter mai apparsi, e non vediamo perché su una console dalle potenzialità esagerate non debba venir fuori il capolavoro che tutti aspettavamo!