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Non è così semplice inventarsi qualcosa, dare quel non-so-che in più che rende un gioco particolare, strano, diverso o per lo meno originale. Ce ne rendiamo conto: oggi come oggi le software-houses devono lottare più con la rarità di nuove idee piuttosto che con la complicata sintassi del linguaggio di programmazione delle odierne console. Prendete per esempio i giochi di Formula 1: cosa li contraddistingue se non il semplice titolo? Sono tutti la fotocopia del mondo reale, tanto che è difficile capire a quale si stia giocando. È verissimo che il Grande Circus è quello e ogni simulatore lo ricostruisce abbastanza bene, ma nessuno si accorge che stiamo degenerando nella noia assoluta??
UNA PREOCCUPANTE MANCANZA DI ORIGINALITA’ Purtroppo il problema si sta riproponendo anche in altri generi, compreso quello a cui appartiene questo Rolling, ovvero il freestyle. È vero che, bene o male, i trick eseguibili sono quelli, che i pattini non permettono di compiere miracoli e che, tutto sommato, nessuno finora aveva deciso di riprodurre un gioco sui roller-blades. Tuttavia, se facciamo indossare ai personaggi un semplice paio di scarpe firmate, gli mettiamo sotto uno skate e lo rimettiamo in carreggiata, il gioco non si distacca molto dagli ormai innumeri Tony Hawk’s Pro Skater. Non basta, insomma, cambiare il mezzo per farci gridare all’innovazione. Questa sembra essere una delle maggiori pecche di un gioco che, sotto il punto di vista tecnico, non è poi così male. PICCOLE RUOTE FUMANTI Rolling ci introduce nel pazzo mondo dei pattinatori su asfalto con una serie di filmati spettacolari quanto dolorosi (per alcuni atleti), che sembra essere la sagra del grind, talmente è frequente quell’acrobazia. Oltre alla solita modalità di pratica (eseguibile sulle arene già sbloccate) è presente l’ormai onnipresente carriera, in cui impersonerete i panni di un tizio dalla reputazione nulla, che ambisce a diventare famoso a suon di ‘numeri’ metropolitani. All’inizio potrete selezionare uno dei tanti alter ego, contraddistinti ognuno dal proprio stile, dalle proprie capacità e attitudini, ovviamente up-gradabili una volta portate a termine le missioni. Se proprio non riuscite a immedesimarvi in uno dei personaggi inizialmente selezionabili, potrete crearne uno ‘a hoc’ mediante il pratico quanto completo editor per personaggi. In particolare potrete scegliere lineamenti, corporatura, capelli e quant’altro occorra per dare al personaggio le vostre sembianze (o quelle della vostra ragazza ideale). Per ogni personaggio, comunque, potrete decidere gli abiti indossati e gli accessori. IL GESTO DELL’OMBRELLO I personaggi sono abbastanza ben riprodotti, anche se le loro animazioni non fanno certo gridare al miracolo: la pattinata, in particolare, non è troppo realistica: sembra più una camminata, anche se piuttosto strana. Anche gli altri personaggi lasciano perplessi: dopo un po’ che vi districherete in una certa area comincerà a seguirvi un oliziotto che inveirà contro di voi con animazioni che ricordano l’italianissimo gesto dell’ombrello anziché gesti più consoni a una forza dell’ordine. Per la cronaca, è impossibile abbattere i puffi andando a sbatterci addosso… Rassegnatevi. Le ambientazioni sono piuttosto ampie, con un sacco di elementi animati: si va dai piccioni ai pedoni (dai lineamenti particolarmente trascurati) che scappano al vostro sopraggiungere, dalle capre che abbattono i pali ad altri esseri umani, intenti a svolgere il loro compito, più o meno noncuranti della vostra presenza. Sono frequenti (come la ‘prezzemolina’ Estrada in TV) tutti gli oggetti che possano permettere acrobazie particolari, quali corrimani, rampe, half-pipe, vasi di cemento e addirittura bus e auto vecchie (purtroppo non è quella del capo), a cui sono stati eliminati parabrezza, lunotto e ruote. Alcuni elementi consentiranno una certa interazione, come per esempio i vetri (che ovviamente potrete infrangere come in ogni gioco che si rispetti), che però perderanno l’integrità con un’animazione a dir poco pietosa. OMBRE SUL GIOCO DI LUCI La grafica non è particolarmente suggestiva: le ambientazioni non sono molto dettagliate e, a lasciar particolarmente perplessi, è la scelta dei colori: allo stesso modo di Stuntman (leggete la recensione), siamo di fronte a un gioco di luci che non riesce a rendere il fotorealismo cui alcuni titoli ci hanno abituato. Sembra una via di mezzo tra un cartoon e la realtà. In particolare va sottolineata la bruttezza dell’erba, le compenetrazioni che il personaggio esibisce durante le cadute e il fatto che il sangue perso durante uno scontro non permane a lungo… Se il reparto grafico non è eccezionale, va detto che la sezione sonora è ben curata, con l’inclusione di una serie di canzoni che vanno dal rock all’hip-hop passando per l’eclettico. Sono inclusi 41 brani di cui potrete scegliere la riproduzione secondo il genere di appartenenza, secondo i vostri particolari gusti, oppure lasciando libero arbitrio alla funzione random. PICCOLI PATTINATORI CRESCONO La modalità carriera consiste nell’approdare all’interno di una arena, in cui avrete a disposizione un certo tempo, entro cui dovrete portare a termine almeno uno degli obiettivi inizialmente prefissati. Si va dall’esecuzione di particolari ‘numeri’ all’interno dell’obiettivo di un fotografo al riportare il rullino a stampare, dalla raccolta delle parti che compongono un logo allo sfidare colleghi ‘rollerizzati’. Va detto che il tempo a disposizione è davvero esiguo e consente di portare a termine a malapena un paio di obiettivi, cosa che vi indurrà a provare e riprovare una stessa arena molte volte prima di accedere alla successiva. Una volta completata un’arena, questa sarà disponibile per la sezione di pratica, oltre a nuovi trick eseguibili dal personaggio. Per la sezione di pratica è possibile utilizzare anche l’editor di arene, particolarmente ben fatto, che vi permetterà di ideare a vostro piacimento l’arena in cui esibirvi. Si inizia con le dimensioni e lo sfondo dell’arena per poi proseguire con gli oggetti in essa contenuti, davvero numerosi e vari. Buona l’idea, infine, di gestire l’equilibrio durante i grind mediante l’utilizzo di una barra, il che ne rende intuitiva e, soprattutto, non automatica l’esecuzione. In queste circostanze, come del resto in tutto il gioco, si vede la bontà di un sistema di controllo sì complicato, ma piuttosto efficiente. Il vostro personaggio, infine, oltre a vestire i vostri abiti preferiti, potrà portarsi appresso anche accessori come occhiali da sole (più o meno zamarri), zainetti, ginocchiere, caschetti e guanti. Se invece non volete rinunciare all’immagine di spavaldo sprezzante del pericolo, anche se siete alle prime armi e cadete 3 volte al minuto, potrete indossare solamente lo stretto necessario… Tanto il sangue versato non è vostro!
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