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  Primal in collaborazione con Gamearena.it

GiochiDopo il successo del kolossal The Getaway (leggete la recensione), la SCEE (Sony Computer Entertainment Europe) torna a stupirci con un gioco d’azione/avventura interessante e completo. Una storia ricca di personaggi, ambientazioni e con una trama molto intrigante. Primal, questo il titolo del gioco, è sviluppato dallo studio Cambridge, che ricordiamo per l’ottimo MediEvil, un’avventura in terza persona orientata più su doti di agilità che per l’uso di materia grigia. Se vogliamo, quindi, una sorta di nemesi della loro ultima fatica, che offre al contrario una vasta gamma di enigmi e un sistema di combattimento ispirato a un classico picchiaduro tridimensionale.

TRA AZIONE E AVVENTURA
Primal è in sostanza un’avventura classica, ma con elementi d’azione ormai immancabili per un titolo di concezione moderna che voglia avere una minima possibilità di successo su console. L’azione di gioco è studiatamente lenta per dare al giocatore il tempo di gustarsi la trama, risolvere gli enigmi e calarsi nelle cupe atmosfere di questo titolo. Un gameplay adulto, in grado di soddisfare anche i palati più raffinati, con in più l’aggiunta di un classico: l’interazione tra i due personaggi. Nel corso del gioco potremo infatti controllare Jen e Scree, i due protagonisti dell'avventura con caratteristiche e abilità peculiari. Jen è infatti una guerriera, capace di trasformarsi in una delle quattro forme di demone corrispondenti a ciascuno dei quattro mondi. Scree, più piccolo di statura, rappresenta invece lo spirito di un gargoile (avete presente quelle raffigurazioni in pietra che ornano quasi tutte le cattedrali tardo-gotiche dell’Europa settentrionale?) che ha la capacità di scalare pareti e assorbire l'energia psichica dei nemici abbattuti, energia che in un secondo tempo potrà trasferire a Jen. Ritorna quindi un altro classico del passato e del presente, la simbiosi tra due personaggi, indispensabile per risolvere enigmi e proseguire nell’avventura.

L’EQUILIBRIO TRA IL BENE E IL MALE
La storia di Primal vede come protagonista la bellissima Jennifer Tate (Jen per gli amici) che dovrà affrontare il rapimento da parte di un gruppo di demoni del suo ragazzo, Lewis, giovane cantante di un gruppo rock. Il povero fidanzato finirà infatti nelle grinfie dell’oscuro Lord Abaddon, deciso a fare di lui un sicario del male. Il concetto alla base di Primal è che il Bene e il Male sono in eterno equilibrio, anche se con l’arrivo del terribile Lord Abaddon questo complicato bilanciamento, e quindi la pace, sarà messa in pericolo. Nell’avventura, Jen sarà chiamata dalla dea dell’ordine, Arella, a diventare una sorta di avatar in grado di fermare i terribili piani dell’oscurità. La trama del gioco proseguirà attraverso quattro regni, nei quali Jen dovrà affrontare pericoli sempre maggiori. Un mondo parallelo quindi, o meglio cinque mondi, per essere precisi: ognuno abitato dalla propria razza demone, con il mondo di Nexus al centro di ogni ‘emanazione’. Ogni regno corrisponde a un particolare elemento: Solum il fuoco, Aquis l’acqua, Aetha l’aria e Volca la terra. Ognuna di queste ambientazioni richiederà un approccio differente, poiché Jen avrà modo di utilizzare nuove abilità. Per esempio, nel regno di Solum, abitato da forti creature, la protagonista dovrà puntare a una strategia difensiva per non finire nelle grinfie dei nemici, mentre nel regno di Volca, uno dei più pericolosi, sarà molto utile prendere le sembianze degli abitanti della zona, i Djinn, razza poco cordiale e armata di spade.

ENIGMI E MISTERI
Una volta assistito alla mastodontica presentazione iniziale, un vero e proprio cortometraggio animato, cominceremo a prendere confidenza con i due protagonisti del gioco. Tanto per darvi un’idea di quello che vi aspetta, il vostro primo compito sarà quello di trovare uno dei re che governano i mondi demoniaci per metterlo al corrente degli eventi. Qui imparerete a usare il sistema di controllo dei personaggi, che vi permetterà di utilizzare Jen o Scree per risolvere il primo enigma. Dovrete passare attraverso una caverna abitata da creature ostili; in questo caso sarà necessario usare dapprima il piccolo gargoyle, proverbialmente indigesto alle pericolose bestie che dimorano nella cava. Senza contare che il vostro piccolo amico può all’occorrenza tramutarsi in una statua di pietra, diventando praticamente inattaccabile. Basterà quindi prenderne il controllo, entrare nella caverna e trovare il fuoco, che vi servirà per accendere dei falò che terranno alla larga le voraci creature. A questo punto potrete riprendere il controllo di Jen e passare indisturbati attraverso la cava per passare in una nuova zona. Da notare come i dialoghi tra i personaggi principali, soprattutto all’inizio, forniscano spesso preziosi indizi su come risolvere gli enigmi, ed è quindi caldamente consigliato ascoltarne con attenzione le indicazioni. Il sistema di combattimento di Primal si pone invece come una via di mezzo tra un classico action game e un picchiaduro tridimensionale. Buona parte dei combattimenti si eseguiranno portando attacchi a distanza combinandoli con alttri a corto raggio, per un totale di oltre venti combinazioni diverse. Le mosse di Jen saranno utilizzabili tramite la pressione dei tasti dorsali L1 e L2, entrambi analogici (maggiore la pressione, più forte il colpo). Un minimo di strategia sarà però fondamentale, considerato che ogni razza demone sarà dotata di mosse e armi differenti e che l’Intelligenza Artificiale è davvero quanto di meglio abbiamo visto sulla console di casa Sony

DO YOU SPEAK ITALIAN?
La versione da noi provata era doppiata in italiano, con in più la possibilità di visualizzarne i sottotitoli. Vale la pena sottolineare come il lavoro di traduzione sia stato fatto in maniera davvero impeccabile, e di come le voci dei protagonisti siano non solo timbricamente azzeccate, ma soprattutto prestate al gioco da attori esperti. Sarebbe stato davvero un peccato se alla Sony si fossero lasciati sfuggire questa occasione, considerato che i dialoghi sono estremamente curati, ricchi di battute argute e taglienti; in definitiva, un vero valore aggiunto per il gioco. Tra l’altro, curiosando nella cartella stampa, abbiamo trovato un divertente diario degli sviluppatori che racconta di come la versione inglese sia il frutto del lavoro di attori professionisti. La ricerca di questi attori non è però stata facile: alcuni erano indisponibili o non interessati (se ne pentiranno, come sottolineato dagli sviluppatori…), altri hanno addirittura chiesto compensi che superavano il milione di dollari (e non è uno scherzo!). Alla fine la produzione è riuscita a scritturare Hudson Leick (Callisto nel telefim Xena, famoso anche in Italia) e Andreas Katsulas (G’Kar nel telefim di fantascienza Babylon 5, che in Italia è un po meno famoso…) per le voci dei due protagonisti. Per quanto riguarda invece il gruppo musicale che ha composto le musiche del gioco, gli sviluppatori si sono avvalsi del contributo dei 16 Volt, una band americana piuttosto famosa, mentre gli arrangiamenti sono opera dei musicisti che avevano lavorato alla realizzazione di MediEvil, il primo prodotto dei Cambridge Studios. Le musiche per le scene filmate sono state poi realizzate da una vera orchestra e non sintetizzate al computer; gli sviluppatori si sono infatti recati a registrarle a Praga (da dove sembrerebbe abbiano preso anche spunti circa le scenografie…), dove sono state eseguite dal vivo dall’orchestra della città.

UNA GRAFICA SOPRAFFINA
L’architettura grafica dei regni di Primal è realizzata in maniera sopraffina. Gli effetti sono quanto di meglio possa offrire al momento la nostra PlayStation 2, per non parlare del grande dettaglio di ogni singolo poligono. Come già visto in Jak & Daxter, tra un mondo e l’altro non ci saranno tempi di caricamento, grazie a un sistema avanzato che diventerà presto lo standard per le produzioni future. I modelli poligonali dei personaggi sono quasi perfetti e il morphing della stessa Jen permette di ammirare l’ottima qualità delle textures utilizzate (e per dirla tutta, noi ci siamo già un po’ innamorati della bellissima demone…). Il motore grafico, completamente tridimensionale, non soffre alcun rallentamento, neanche nelle situazione più complesse o in presenza di numerosi nemici. Davvero spettacolari, poi, le ambientazioni, varie e sempre ricche di fascinio e atmosfera, grazie anche all’ottimo storyboard utilizzato per creare il gioco. Davvero ben realizzate anche le ombre, gli effetti luce e in definitiva tutti quei piccoli tocchi di classe che concorrono nel creare un prodotto completo e senza sbavature.



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