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PENNE RUBATE ALL'AGRICOLTURA
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  COSA VUOI DI PIU' DALLA VITA? UN LUCIANO!

Sergio LucianoSe pensiamo a questa rubrica come a una sorta di manuale ci troviamo di fronte al bisogno impellente di avere un prologo. Tutti i manuali ne hanno uno, la maggior parte delle volte scritto da qualcuno che non c'entra un cacchio, ma che dà prestigio. E' con orgoglio che annunciamo di aver finalmente trovato il nostro. Abbiamo scelto Sergio Luciano, direttore de "Il Nuovo". In realtà si è scelto da solo con l'ultimo editoriale che ha scritto sulla testata che dirige.
Ad essere onesti non si tratta di una vera e propria "penna rubata all'agricoltura"... Luciano ci insegna come fare un giro di parole lungo tre pagine e zitto zitto infilare (in fondo) l'unico contenuto che si desiderava davvero trasmettere senza però indispettire il lettore.
Il titolo dell'editoriale è "Ricerche "truccate" - ultima spiaggia del web gratuito". Due pagine di filippica contro i motori di ricerca che antepongono i risultati sponsorizzati a quelli "reali", per poi sferrare un attacco diretto al free internet. Il concetto è che si vuole qualcosa di qualità bisogna pagare. A questo punto come per magia il carattere del testo si rimpicciolisce. Piccolo piccolo, in fondo troviamo scritto:

«Tanti, nel mondo, chi più e chi meno, stanno pensando di passare al "pay": dicendo ai propri navigatori, in sostanza, che se apprezzano i contenuti di cui fruiscono, è bene che si rassegnino a pagarli. Poco, ma a pagarli. Com'è noto, anche ilnuovo.it sta preparando per i prossimi mesi una scelta del genere».

Chapeau!

Chiunque altro avrebbe candidamente ammesso: "Scusate, ma abbiamo fatto una serie di cazzate. Abbiamo allestito una redazione assumendo 51 giornalisti, quando ne bastavano al massimo venti e adesso siamo costretti a mandarne a casa parecchi. Abbiamo scialacquato una quantità industriale di denaro per la fantasmagorica sezione del TG Video della cui esistenza ho appreso io stesso soltanto da qualche minuto. Siamo addirittura costretti a spegnere il condizionatore alle 8 di sera per contenere i costi. Per tutti questi motivi, fra qualche mese i contenuti de Il Nuovo.it saranno a pagamento".
E invece no, miscredenti che non siete altro: Luciano lo fa per voi! Per garantirvi un'informazione di qualità a una modifica cifra.
Se lo scopo è questo, cosa vuol dire tutto ciò? Che fino ad oggi l'informazione non era di qualità? Che fino ad oggi Luciano chiedeva ai suoi redattori di scrivere bene, ma non troppo? O che i redattori non si impegnavano abbastanza?
Lo si deduce dalla precisazione fatta da Luciano qualche riga più in basso:
«Nel campo della comunicazione - come in ogni campo del business - non possono esserci "pasti gratis". Quando ci sono, nascondono il bidone
Per la proprietà transitiva Il Nuovo, fino ad oggi, è stato un bidone...
Il direttore scrive anche: «Quindi i media gratuiti, gratuiti non sono. Lo è ancora Internet: o meglio, è al verde.»
Questo in realtà è il vero capolavoro: Luciano ha lavorato in due grossi siti, Kataweb e Il Nuovo, ovvero i due siti italiani che hanno letterelamente sperperato quantità industriali di denaro. Con quanto scialacquato dal Nuovo e da Kataweb ci si poteva una finanziaria!
Ma la colpa è dei motori di ricerca e del free internet...

A proposito, dalla prossima puntata di questa rubrica, gli utenti che desidereranno visualizzare anche le consonanti, dovranno versare un minimo contributo. Gli altri, grazie allo sponsor "La Settimana Enigmistica", potranno continuare ad usufruire del servizio visualizzando soltanto le vocali.

  I QUATTRO COMANDAMENTI

Sergio LucianoDalla lettera di Luciano agli Apostoli
(mò vi spiego io i problemi di indernétt)

I quattro motivi per cui internet non è redditizio:

1) I pubblictari vedono come il fumo negli occhi la precisione di Internet
"Le televisioni dicono che hanno "tot milioni di spettatori" e li fanno certificare dall'Auditel, ovvero da un sistema di accertamento "a campione" che trasforma 5000 famiglie in altrettanti "professionisti della rilevazione". I giornali dicono di avere "tot milioni di lettori" moltiplicando arbitrariamente per due, tre o quattro volte il numero delle copie diffuse senza uno straccio di riscontro sulla fondatezza della moltiplicazione. Sulla base di queste valutazione "a spanne", i "media" tradizionali hanno buon gioco a tirar su migliaia di miliardi di pubblicità. E naturalmente vedono come il fumo negli occhi la precisione di Internet, un sistema che sa dire esattamente quante persone hanno scaricato quella precisa pagina e quando, e per quanto tempo l'hanno letta".

In realtà, caro Direttore, i dati dei siti internet sono raccolti in gran parte da due grosse società: Nielsen Netratings e One to One. Si basano, esattamente come l'Auditel, su campioni, ma a dirla tutta 5000 persone non le hanno viste neanche in tre anni. Questo è il sistema su cui si basano i centri media per vendere pubblicità ai grossi clienti.
I giornali moltiplicano arbitrariamente per due, tre o quattro volte il numero delle copie diffuse per dichiarare il numero di lettori? Mi creda: ci sono siti che moltiplicano arbitrariamente per dieci il numero di pagine viste e di utenti unici!
In definitiva non c'è nessun sito che abbia (e che fornisca) dei dati realmente precisi. Noi ad esempio abbiamo due opzioni: o ci affidiamo al nostro sistema di statistiche o lanciamo in aria un sacco di fagioli aperto. Di solito contiamo i fagioli: è un sistema più affidabile.

2) L'irresponsabilità delle "telco"
"L'altro paradosso di Internet è che, pur essendo ormai il principale "movente" del traffico telefonico su linea fissa, non vede riconosciuto questo suo ruolo dalle compagnie di telecomunicazioni. Sarebbe logico che i costi sostenuti dal navigatore per questa sua permanenza su Internet premiassero in parte le compagnie di telecomunicazioni - che veicolano il traffico - ma in parte anche i fornitori di servizi (tipo le e-mail) e di contenuti (tipo ilnuovo.it)".

In pratica Il Nuovo.it farà pagare i contenuti agli utenti e allo stesso tempo vuole anche un rimborso dalle compagnie telefoniche? Giusto!
E se proprio vogliamo dirla tutta: perché i contribuenti hanno facoltà di dare l'8 per mille a istituzioni minori e non a Clarence o a Il Nuovo? Perché non usufruire dei fondi stanziati per l'istruzione? Sa quanti bambini imparano a leggere su Clarence? D'altra parte, se i fondi vanno alle scuole pubbliche...

  L'ARIA NON E' UGUALE PER TUTTI
Comunicato del CdR de Il Nuovo.it, tratto da "Il Barbiere della sera":

"La mancanza di aria condizionata impedisce il normale svolgimento delle attività lavorative in un ambiente salubre".
Dal primo luglio scorso la giornata lavorativo dei redattori de Il Nuovo.it termina alle ore 20, perché l'aria condizionata viene spenta. Dopo avere chiuso l'area video del sito, infatti, la direzione ha pensato bene di chiudere anche i bocchettoni dell'aria.
Brutta situazione, esattamente opposta alla nostra. Noi, a Clarence, siamo sottoposti a un esperimento di criogenizzazione. Pare che un recente studio abbia dimostrato che le cellule di un redattore sono più efficienti se mantenute a una temperatura costante di 2 gradi centigradi.
A parte tutto, alla redazione de Il Nuovo vanno la nostra solidarietà e la nostra simpatia. Non è che possiamo fare molto... ecco: se volete un po' di fresco, qui ce n'è per tutti!

Partecipa al Forum Dì la tua sull'artcolo di Sergio Luciano partecipando al
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  di Gianmarco Neri
   data: 12 lug 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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