Pensavate che la Playstation servisse solo per giocare? Siete lontani dalla verità, la console più famosa del mondo è in realtà una potente macchina emozionale, una sorta di fabbrica di allucinazioni. Se imparate ad utilizzarla bene e a sfruttare tutte le sue potenzialità riuscirete a provare sensazioni nuove. Qualcuno c'è già riuscito. I più portati sono i bambini giapponesi, ma anche in Italia ultimamente ci sono state segnalazioni di bambini prodigio che hanno scoperto il vero scopo della Playstation. Dopo il caso del dodicenne di Genova si è scatenata una vera e propria caccia all'uomo. Il ricercato ha un nome e cognome: si tratta di Squall Leonhart, il protagonista di Final Fantasy VIII. E' lui che con i suoi movimenti veloci e col suo sguardo accattivante ha convinto il piccolo genovese a provare quella nuova esperienza. Alcune fonti vicine ai servizi segreti riferiscono che Squall ha ormai le ore contate. Pare infatti che si nasconda dentro il secondo schema di Tomb Raider III, aiutato da una sua amica di vecchia data di nome Lara Croft. Il caso di Genova ha scatenato polemiche e discussioni che si sono placate solo dopo la pubblicazione di un articolo sul Corriere della Sera. Dopo un'analisi del genere, in effetti, non c'è proprio più niente da dire. Ecco alcuni stralci dell'articolo: «Domenica scorsa, a Genova c'era un sole meraviglioso. Ma per un dodicenne fanatico di videogame, il cielo limpido e l'aria di primavera non avevano alcun fascino. Meglio lo schermo della Tv e i tasti della Playstation. (...) Quel bambino ha giocato per tutto il pomeriggio. Le uniche pause se le è prese per guardare la madre che giocava anche lei con un videogame e per fare un po' di zapping in TV. Per tutto il pomeriggio, i suoi occhi hanno assorbito un cocktail di immagini, luci, suoni stordenti. Finché a un tratto, il combattente di Final Fantasy è crollato a terra agitandosi sul pavimento in una crisi epilettica.» Secondo voi se la passa peggio il bambino o il giornalista?
I CONSIGLI
GLI ESPERTI
Bastano quattro o cinque minuti di pausa ogni venti di gioco per permettere il "reset" della corteccia cerebrale, cioè lo svuotamento dalle immagini. In questo modo il cervello può riposarsi e non essere sovraccaricato da troppi stimoli visivi.
Gli psichiatri temono la "schizofrenia da videogioco", cioè uno stato mentale nel quale il soggetto tende a sentirsi privo di identità nonappena smette di giocare, e sostituisce il mondo virtuale a quello reale. Se un bambino preferisce troppo spesso i videogame agli amici e allo sport, è bene che i genitori intervengano.
Nell'arco della giornata è bene non superare le due ore e mezzo di esposizione davanti allo schermo televisivo, sia per giocare con i videogame sia per seguire i normali programmi.
CLARENCE
Mettete il CD di Final Fantasy VIII nella Playstation, sedetevi molto vicino alla televisione e cominciate a giocare. Per nessun motivo dovete fare delle pause e ricordatevi di sbattere le palpebre il meno possibile. Se vi bruciano gli occhi e vi sentite stanchi è un buon segno, vuol dire che siete sulla strada giusta. Se lo ritenete opportuno rinunciate pure a qualche ora di sonno.
Il mondo reale non esiste e se esiste non è bello quanto Final Fantasy. Gli amici prima o poi ti tradiscono, mentre Squall Leonhart rimarrà sempre a lottare al tuo fianco. Fuori fa freddo, davanti alla Playstation invece, c'è un piacevole tepore e sei illuminato dalla calda luce della TV.
Mai stare meno di due ore e mezzo davanti alla TV. Al limite, ma solo nei casi in cui si rende assolutamente necessario, intervallare 4 ore di Playstation con mezz'ora di zapping. Mai smettere, comunque, prima che un piacevole stato confusionale si impadronisca del cervello.
SECONDO TENTATIVO
Se con i consigli di Clarence non siete riusciti ad avere una crisi epilettica il caso si fa serio. Ma niente paura, noi siamo qui per aiutarvi e abbiamo un'altra soluzione. Clicca il bottone che trovi qua sotto. Se anche questo non funziona allora vuol dire che siete sfortunati e vi dovete accontentare di utilizzare i videogiochi e il computer come fanno tutti.