C'era una volta un paesino sperduto nell'Oregon che nessuno conosceva. Si chiamava Halfway, perché era esattamente a metà tra Robinette, che adesso è sott'acqua e Cornucopia, che non esiste più. Non deve essere una zona particolarmente fortunata per gli insediamenti umani. Anche Halfway adesso non esiste più, o meglio, esiste, ma ha cambiato nome. Ora si chiama Half.com. Il nome lo ha preso da un'azienda di high tech di Philadelphia che si chiama per l'appunto Half e che ha deciso di sponsorizzare il paese. In cambio la cittadinanza dell'ex Halfway otterrà 110.000 dollari, un sito web nuovo di zecca per il municipio e ben ventidue computer per la scuola elementare del paese. La scelta non è stata facile, perché l'azienda Half aveva selezionato tutte le cittadine americane il cui nome iniziasse per Half, ma poi si è deciso di provare con i placidi cittadini dell'Oregon. Convincerli non è stato semplicissimo, perché c'era chi non ne voleva nenanche prendere in considerazione l'idea di abitare in un paese il cui nome fosse quello di un dominio internet. Poi però ha vinto il fronte del sì e Halfway è diventato famoso in tutto il mondo come il primo paese punto com. Marvin Burgraff, il presidente del consiglio comunale, ha dichiarato che la pseudo-sponsorizzazione può portare alla cittadina nuovi posti di lavoro e finanziare lo sviluppo economico. Il contratto per il nuovo nome è stato stipulato solo per un anno, con la possibilità, però, di mantenerlo per sempre.
UNA VOLTA ERA MILANO...
L'idea di sponsorizzare una città ha fatto il giro del mondo ed è arrivata anche in Italia. Si sa che, qui da noi, quando succede qualcosa di nuovo succede a Milano. O meglio, in quella che un tempo si chiamava Milano. Già, perché seguendo la scia di Halway, anche il capoluogo lombardo cambierà nome e si chiamerà Jumpy.it. Questa decisione porterà numerosi cambiamenti a cominciare dal primo cittadino. Gabriele Albertini è stato liquidato e al suo posto è stato preso Kermit dei Muppets. Decisione molto furba da parte dei vertici di Mediaset. Infatti grazie a questa importante intuizione si riuscirà probabilmente a evitare una causa per pagio con i Muppets di Jim Henson. I cittadini milanesi non si sono neanche accorti del cambiamento, infatti Kermit si reca tutti i giorni a Palazzo Marino a bordo di una Vespa, proprio come il suo predecessore. Ma quali vantaggi ne ricaveranno gli abitanti di Jumpy.it? Innanzitutto il laghetto di Milano 2 (ora Jumpy.it2) verrà trasformato in un'oasi per le rane, poi in linea con la filosofia del portale, la città diventerà un enorme veicolo pubblicitario di tutto ciò che ruota intorno all'universo Mediaset. I treni della Linea 3 saranno guidati da Mara Venier, e al posto dei fastidiosissimi zingari che chiedono l'elemosina, ci sarà Davide Mengacci che allieterà il viaggio dei milanesi che si recano sul posto di lavoro. Giorgio Mastrota invece sarà il capo dei Vigili Urbani, e provvederà a calmare il cittadino multato intrattenendolo con una televendita di pentole. L'esperimento Enrico Papi invece è clamorosamente fallito. Avevano provato a mandarlo in giro per la città con un microfono in mano, ma è stato malmenato senza alcun apparente motivo da chiunque passasse di lì in quel momento.
UNA VOLTA ERA ROMA...
La guerra dei portali in Italia sembra non arrestarsi più. Dopo il colpaccio di Jumpy ecco la contromossa di Kataweb. Avendo acquistato tutto l'acquistabile su internet, il gruppo "l'Espresso", del quale fa parte il portale fruttato, ha deciso di concentrarsi sul mondo reale e ha fatto un'offerta per comprare Roma. Rutelli ha accettato di buon grado e così Roma è diventata la Kapitale. Nell'anno del Giubileo tutti i turisti vedranno un enorme fragola campeggiare sui muri della città, e il Papa ha promesso che canterà la Messa sulle basi di Albertino e Fargetta di Radio Deejay. A questo punto c'era da scegliere un testimonial che portasse il nome di Kataweb in tutto il mondo e che servisse anche per accattivarsi l'opinione pubblica romana. Dopo giorni e giorni di riunioni i vertici del gruppo hanno avuto un'idea geniale: Kataweb ha regalato alla Roma niente di meno che il calciatore giapponese NaKATA.