Fare l'hacker significa principalmente accettare delle sfide e mettere alla prova le proprie capacità informatiche. Cosa c'è di meglio per un hacker che sentire parlare di sistemi inviolabili? Questo è quello che hanno dichiarato gli inventori della Secure Digital Music Initiative, un nuovo protocollo per proteggere il copyright dei file musicali. Non contenti hanno poi pensato di lanciare il guanto di sfida a tutti gli hackers del mondo: "provate a violare il nostro sistema, tanto non ci riuscirete". Ebbene voi penserete che tutti gli hackers si siano messi in moto per scardinare le protezioni di SDMI. Al contrario l'iniziativa è stata boicottata e, molto probabilmente nessun hacker "serio" aderirà all'iniziativa. Forse qualche ragazzino di quelli che mettono i robot o gli script preconfezionati in visual basic nelle chat ci proverà, rimbalzerà e i responsabili di SDMI si glorieranno della loro sicurezza inviolabile. Perché mai un hacker dovrebbe mettere le sue capacità a disposizione di una società che tutela gli interessi delle case discografiche? Per poi fargli migliorare un sistema che ha ilsolo scopo di ripristinare il sistema dittatoriale del copyright musicale? Non è nello spirito degli hackers. Discuteteli quanto volete, ma alla fine dovrete ammettere che un hacker (che non è affatto sinonimo di vandalo o di idiota) ha una sua etica che comprende il fatto di non tutelare gli interessi delle multinazionali che stanno cercando di trasformare internet in un'enorme marchetta.
SDMI - LE CARATTERISTICHE
SDMI è un progetto internazionale nato per frenare il sistema della pirateria su internet. Questo è quello che dicono loro, in realtà è un modo per continuare a tiranneggiare nel mercato discografico. I colossi che partecipano al progetto sono: Universal Music Group, Sony, Bertelsmann, Time Warner ed Emi, fiancheggiati dalla strega cattiva, ovvero la Riaa. Il loro obiettivo è quello di realizzare un nuovo formato digitale attraverso la realizzazione di un nuovo formato di compressione dei dati audio. Le caratteristiche principali dell'MP3 rimarranno, con la variante ceh non sarà possibile copiare il file. Attualmente è possibile creare un numero illimitato di copie di ogni file MP3, perfettamente uguali all'originali. Questo favorisce ovviamente quella che chiamano "pirateria musicale". In poche parole copiando o scaricando un file MP3 non pagate le relative royalty ad autori, interpreti, produttori e soprattutto case discografiche. I promotori del nuovo sistema ci informano che l’adesione sarà volontaria, noi aggiungiamo: " Ci mancherebbe altro! Doveva essere obbligatoria?". Non è finita: secondo voi sarà possibile continuare ad usare i lettori MP3 portatili, come il Rio? Assolutamente no! Dovrete comprarne uno nuovo che però vi concederà il lusso di ascoltare anche i file MP3. Beh cosa possiamo augurare ai sostenitori di questo nuovo sistema? In questi casi si dice in bocca al lupo, ma stavolta noi parteggiamo per il lupo.
BOICOTTAGGIO
I programmi di condivisione di file stanno spuntando come funghi e questo non può far altro che rallegrarci. Non corriamo però il rischio di dimenticare chi, o meglio, cosa ha dato inizio alla grande rivoluzione della rete: Napster. Clarence, in occasione della sentenza di condanna emessa a Luglio si è fatto promotore di un grande boicottaggio ai danni della RIIA, delle case discografiche e degli artisti che ne hanno voluto la chiusura. La sentenza comunque è stata sospesa (non invalidata) e il processo di appello si terrà i primi di ottobre. L'immagine simbolo della protesta-boicottaggio è quella che vedi qui in alto. Se vuoi aggiungerla alle pagine del tuo sito e linkare alla pagina ufficiale del boicottaggio, clicca qui.
LA SITUAZIONE
Per adesso i giudici hanno preso tempo. La sentenza di appello per la causa intentata dalla RIAA contro Napster è stata rinviata. Questo probabilmente per far calmare le acque e per non far nascere un caso visto che tutto quello che chiamano "popolo di internet" si è unito in una mobilitazione senza precedenti. La battaglia non è affatto vinta, è soltanto rinviata, ma c'è da scommettere che Napster non uscirà legalmente indenne da questa vicenda. Noi possiamo soltanto sostenerlo e boicottare la RIAA e tutti gli artisti che si schierano contro Napster. Prima o poi anche i discografici si renderanno conto che al di fuori dal tribunale la battaglia è persa